La maledizione delle zucche

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Fiona and Emma wanted to spend a quiet Halloween evening with pumpkin risotto – Fiona loves pumpkins! – and a good movie, but at the last minute they decide to visit a mysterious Halloween village in the city center…

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Index

La maledizione delle zucche

Capitolo 1

Era la sera di Halloween e nella cucina di Fiona si sentiva un buon profumo di zucca. Fiona diede un’ultima occhiata alla ricetta, poi prese il cucchiaio di legno e mescolò un’altra volta. È venuto bene, meno male! pensò assaggiandolo. Il risotto è un piatto lombardo e Fiona voleva stupire la sua amica con una ricetta tipica del suo luogo d’origine.

Fiona adorava le zucche. In autunno ne comprava un sacco e poi le cucinava in diversi modi, come primo insieme alla pasta, al riso o in una buona vellutata, oppure come secondo facendole al forno o in forma di polpette. Lo scorso fine settimana aveva preparato una deliziosa torta alla zucca che aveva mangiato insieme ai suoi genitori che erano venuti a trovarla.

Fiona guardò l’orologio. Erano le sette e mezza. Emma dovrebbe arrivare da un momento all’altro, pensò. Avevano deciso di trascorrere un Halloween tranquillo con una buona cena e un film horror.

Infatti dopo pochi minuti suonò il campanello e Fiona andò ad aprire la porta.

«Ciao Emma! Entra» le disse Fiona. Emma e Fiona erano vicine di casa. Abitavano nello stesso appartamento nel centro di Roma, Fiona al terzo piano, Emma al secondo. Per questo Emma non indossava né giacca né sciarpa, sebbene fuori facesse piuttosto freddo. Il gatto di Fiona, Romeo, che fino a quel momento stava dormendo in camera da letto, arrivò di corsa per salutarla.

«Che cosa hai cucinato di buono?» chiese Emma incuriosita seguendo Fiona in cucina. Senza rispondere, Fiona indicò con orgoglio la pentola.
«Un risotto alla zucca!» esclamò Emma meravigliata. «Ottimo, adoro il risotto!»
Fiona sorrise soddisfatta, poi diede un’ultima mescolata e spense il fornello. «Direi che è pronto.»

Emma aiutò Fiona ad apparecchiare, poi si sedettero a tavola e mangiarono il risotto accompagnandolo con un buon vino bianco, che Fiona aveva usato anche per cucinare.
«Hai sentito parlare del villaggio di Halloween?» chiese Emma dopo aver finito di mangiare.
Fiona la guardò stupita. «No, che cos’è?»
«Non saprei, ho visto il volantino oggi pomeriggio.»
Prese il cellulare e le mostrò una foto. Il volantino pubblicizzava il villaggio di Halloween e parlava di bancarelle terrificanti, cibo disgustoso e creature spaventose.
Romeo intanto era saltato sul tavolo e osservava anche lui la foto. Sembrava quasi che stesse leggendo anche lui il volantino.
«Che ne dici se andiamo a dare un’occhiata? Sembra interessante!» propose Emma.
«Perché no! Non è molto distante, con il tram ci mettiamo un quarto d’ora» rispose Fiona, anche se non era del tutto convinta della cosa. Non sapeva perché, ma aveva una strana sensazione.

Così Fiona e Emma sparecchiarono velocemente la tavola, poi Emma andò nel suo appartamento per prendere la giacca e la borsa. Mentre Fiona si preparava per uscire, Romeo la seguiva e miagolava a gran voce. Fiona gli mise dei croccantini nella ciotola e gli fece un po’ di coccole, ma lui non sembrava interessato. Continuava a fissare Fiona con quei suoi grandi occhi verdi.
«Non ti preoccupare, torno presto» gli disse accarezzandolo dietro le orecchie, il suo punto preferito.
Poi uscì dall’appartamento, scese le scale e uscì fuori sulla strada. Emma la stava già aspettando. Fiona si voltò e guardò in alto. Romeo la fissava silenziosamente dalla finestra del terzo piano. Per un attimo, Fiona pensò che Romeo avesse uno sguardo preoccupato. Che stupidaggine, pensò Fiona scuotendo la testa, poi seguì Emma verso la fermata del tram.

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It was the evening of Halloween, and Fiona’s kitchen smelled of pumpkin. Fiona took one last look at the recipe, then took the wooden spoon and stirred again. It turned out well, thank God! she thought as she tasted it. Risotto is a Lombard dish, and Fiona wanted to impress her friend with a typical recipe from her home country.

Fiona loved pumpkins. In autumn she bought many of them and cooked them in different ways, as a first course with pasta, rice or as a delicious cream soup, or as a second course, baked in the oven or as balls. Last weekend she had prepared a delicious pumpkin pie which she ate with her parents who had come to visit.

Fiona looked at her watch. It was 7:30 pm. Emma should be here any moment, she thought. They had decided to spend a quiet Halloween with a good dinner and a horror movie.
In fact, a few minutes later the doorbell rang and Fiona went to open the door.

«Hi Emma! Come in» Fiona said. Emma and Fiona were neighbors. They lived in the same house in the center of Rome, Fiona on the third floor, Emma on the second. That’s why Emma didn’t wear no coat and no scarf, even though it was quite cold outside. Fiona’s cat, Romeo, who had slept in the bedroom, came to greet her.
«What did you cook?» Emma asked curiously and followed Fiona into the kitchen. Without answering, Fiona proudly pointed to the pot.
«A pumpkin risotto!» Emma said amazed. «Great, I love risotto!»
Fiona smiled contented, stirred one last time and turned off the stove. «I’d say it’s ready.»

Emma helped Fiona set the table, then they sat down and ate the risotto along with a good white wine that Fiona had also used to cook. 
«Have you ever heard of the Halloween village?» Emma asked after she finished eating.
Fiona looked at her surprised. «No, what is it?»
«I don’t know, I saw the flyer this afternoon.» 
She took her cell phone and showed her a photo. The flyer advertised the Halloween village and talked about gruesome booths, disgusting food and scary creatures.
Meanwhile, Romeo had jumped on the table and he also looked at the photo. It almost looked like he was reading the flyer as well.
«What do you say if we take a look at it? Sounds interesting» Emma suggested.
«Why not! It’s not very far, it will take us 15 minutes by tram» Fiona replied, although she wasn’t entirely convinced. She didn’t know why but she had a strange feeling.

So Fiona and Emma quickly cleared the table, then Emma went to her apartment to get her coat and her bag. As Fiona got ready to leave, Romeo followed her and meowed loudly. Fiona put some dry food in his bowl and tickled him a biz but he didn’t seem interested. He kept staring at Fiona with his big green eyes.
«Don’t worry, I’ll be back soon» she said, scratching him behind the ears, his favorite spot. Then she left the apartment, went down the stairs and out into the street. Emma was already waiting for her. Fiona turned and looked up. Romeo stared silently at her from the third floor window. For a moment, Fiona thought Romeo had a worried look. Nonsense, Fiona thought and shook her head, then followed Emma to the tram stop.

Capitolo 2

Fiona e Emma salirono sul tram, poi scesero dopo una quindicina di minuti e fecero un pezzo a piedi. A Fiona piaceva Roma in autunno. Non c’era quell’afa soffocante che c’era in estate e c’era anche meno gente per le strade. Il Colosseo non era molto distante e Fiona vedeva la sua sagoma stagliarsi sopra i tetti degli edifici. Molte vetrine dei negozi avevano decorazioni di Halloween e zucche, scheletri e pipistrelli osservano le due ragazze mentre camminavano a passo veloce sul marciapiede. Il sole era tramontato da un pezzo ed era già molto buio, ma le strade erano illuminate. 

Erano quasi arrivate a Piazza San Giovanni in Laterano e Fiona riusciva a scorgere delle grandi sagome dove prima c’era solo una piazza vuota. All’ingresso della piazza c’era un uomo vestito da scheletro che dava il benvenuto ai visitatori con un sorriso poco rassicurante. Fiona e Emma lo sorpassarono in fretta ed entrarono nel villaggio.

La piazza si era trasformata in un piccolo villaggio di Halloween, con casette e bancarelle di legno scuro. Le vie erano illuminate da tante piccole lanterne a forma di zucca e c’era addirittura un po’ di nebbia che dava al posto un’atmosfera molto spettrale. Fiona e Emma erano davvero colpite da tutti quei dettagli e da come gli organizzatori si fossero impegnati. Quel villaggio di Halloween faceva davvero venire i brividi.

La prima bancarella vendeva dolci dall’aspetto ben poco appetitoso. C’erano dita, orecchie e cervelli accompagnati da strane salse, ragni e insetti su un grande piatto di vetro e occhi che galleggiavano in un grande barattolo.

«Volete assaggiarne uno? Sono zuccherati» disse la vecchia signora indicando un ragno nero. Un po’ titubanti, Fiona e Emma ne assaggiarono uno ciascuno. Erano viscidi e Fiona aveva la sensazione di mangiare un ragno vero, ma zuccherato. Con fatica, deglutì. La signora iniziò a mostrare i suoi prodotti, probabilmente sperando che Fiona e Emma comprassero qualcosa. Ma nessuna delle due aveva intenzione di mangiare un altro di quei ragni, né qualsiasi altra cosa, così ringraziarono gentilmente e si allontanarono.

C’era davvero di tutto. Una bancarella vendeva articoli per decorare la casa, dalle ragnatele alle bare. Il venditore era travestito da vampiro e sorrise a Fiona mostrandole i suoi lunghi denti. Lui era pallidissimo e i suoi occhi erano rossi. Fiona cercò di non fissarlo troppo.

Un’altra bancarella vendeva strane bevande. Un’insegna recitava Bevande e pozioni per tutti i gusti. Dietro il bancone c’era una giovane strega dai capelli neri. Aveva un mestolo in mano e riempiva dei bicchieri da un grosso pentolone. Nel pentolone c’era un liquido verde scuro in cui nuotava qualcosa che somigliava vagamente a pezzi di animali. Fiona iniziava a pensare che il volantino non scherzasse quando parlava di cibo disgustoso.

Poi camminarono davanti a una casetta. La vetrina mostrava lunghi vestiti da strega, abiti da vampiro e diversi altri costumi.
«Entriamo qui, forse trovo un bel costume per l’anno prossimo!» disse Emma ed entrò senza aspettare una risposta. Fiona la seguì. Perlomeno, una boutique di vestiti era una cosa normale, a differenza delle altre cose che aveva visto finora. In effetti, Fiona si rese conto solo in quel momento che quel villaggio la intimoriva e non vedeva l’ora di andarsene.

La boutique era piccola, ma vendeva tanti vestiti. C’erano sia vestiti normali, come gonne e magliette, sia veri e propri costumi. Fiona non era interessata a comprare un costume. Ne aveva già un paio a casa e non ne aveva bisogno di altri, dato che non si travestiva spesso. Quando Emma uscì dal camerino, Fiona fece quasi un salto indietro dallo spavento. Il costume da lupo mannaro che indossava era tremendamente realistico. Fiona ebbe l’impressione che la pelliccia fosse vera.
«Se vieni a casa mia con quello, a Romeo viene un infarto» commentò Fiona.
«Figo, vero?» disse Emma ammirandosi allo specchio.
Continuò a fare avanti e indietro dal camerino provando diversi costumi. Fiona iniziava ad annoiarsi e lì dentro faceva piuttosto caldo, considerando che indossava un berretto di lana e la giacca pesante.
«Vado un attimo fuori a prendere un po’ d’aria, ok? Torno subito» disse Fiona alla porta del camerino.
«Va bene!» urlò Emma da dentro. Fiona uscì e fece un respiro profondo. Adesso si sentiva meglio.

Übersetzung

Fiona and Emma got on the tram, then left it after about fifteen minutes and walked a bit. Fiona liked Rome in the fall. No suffocating heat like in the summer, and there were even fewer people on the streets. The Colosseum was not far away, and Fiona saw its silhouette rising above the roofs of the buildings. Many shop windows were decorated with Halloween decorations, and pumpkins, skeletons and bats watched the two girls as they walked quickly along the sidewalk. The sun had set long ago and it was already very dark but the streets were well-lit.

They were almost in Piazza San Giovanni in Laterano and Fiona could see some large silhouettes where before there had been only an empty square. At the entrance to the square there was a man dressed as a skeleton who greeted the visitors with an unsettling smile. Fiona and Emma quickly passed him and entered the village.

The square had turned into a small Halloweeen village with small houses and booths made of dark wood. The paths were lit by many small lanterns in the shape of pumpkins and there was even a bit of fog which gave the place a very spooky atmosphere. Fiona and Emma were really impressed by all these details and by the efforts organizers had made. This Halloween village was really spooky.

The first booth sold sweets that didn’t look very appetizing. There were fingers, ears and brains with strange sauces, spiders and insects on big glass plates and eyes that were floating in a big glass. 
«Would you like to try one? They are sugared» said the old lady and pointed to a black spider.
A little hesitant Fiona and Emma each tried one. They were slimy and Fiona felt like she was eating a real but sugared spider. With difficulty she swallowed it. The lady started showing her products, probably hoping that Fiona and Emma would buy something. But none of them had any intention of eating another one of those spiders or anything else, so they thanked kindly and left.

There was really everything. A booth sold items to decorate the house, from cobwebs to coffins. The vendor was dressed as a vampire and smiled at Fiona, showing her his long teeth. He was very pale and his eyes were red. Fiona tried not to stare at him too much. 

At another booth, strange drinks were sold. A sign said Drinks and magic potions for every taste. Behind the counter was a young black-haired witch. She had a scoop in her hand and filled glasses from a big pot. In the pot was a dark green liquid in which something was floating that vaguely reminded of parts of animals. Fiona began to believe that the flyer was not joking when it spoke of disgusting food.

Then they walked in front of a small house. In the shop window there were long dresses for witches, for vampires and various other costumes. 
«Let’s go inside, maybe I’ll find a nice costume for next year» said Emma and entered without waiting for an answer. Fiona followed her. At least a clothing store was a normal thing, unlike the other things she had seen before. In fact, it was only at that moment that Fiona realized that the village was intimidating her and she couldn’t wait to get out of here.

The boutique was small but a lot of clothes were sold. There were normal clothes, like skirts and t-shirts and also real costumes. Fiona was not interested in buying a costume. She already had some and didn’t need any more since she didn’t dress up often. When Emma came out of the dressing room Fiona almost jumped back in shock. The werewolf costume she was wearing was terribly realistic. Fiona had the impression that the fur was real.
«If you come to my house with that Romeo will have a heart attack» Fiona commented.
«Cool, isn’t it?» Emma said as she admired herself in the mirror.

She kept going back to the dressing room and trying on different costumes. Fiona started to get bored, and it was pretty hot in there, considering she was wearing a wool cap and a heavy jacket. 
«I’m just going out for a walk and get some air, okay? I’ll be right back» Fiona said at the door of the changing room. 
«All right!» called Emma from inside.
Fiona left and took a deep breath. Now she felt better.

Capitolo 3

Rimase lì qualche minuto ad osservare le persone che passavano e le altre bancarelle. Una casetta all’angolo attirò la sua attenzione: era piena di zucche. Finalmente qualcosa che mi piace! pensò Fiona felice e si avvicinò. L’insegna recitava Il tempio delle zucche. In effetti, più che una casetta, sembrava una piccola chiesa. Fuori c’erano molte zucche, tutte con le facce intagliate. Fiona entrò incuriosita e rimase colpita da quello che vide. C’erano tanti piccoli altari decorati con preziosi oggetti dorati e molte candele. Al centro di ogni altare si trovava una bellissima zucca, ognuna con una faccia diversa e lavorata con grande maestria. Sembrava quasi un luogo sacro.

Ma per quanto le piacessero, Fiona non era interessata ad averne una intagliata. In fondo, che cosa se ne faceva? Dopo pochi giorni avrebbe dovuto buttarla via. Però pensò che fosse una buona idea comprarne una da mangiare. Forse vendevano zucche speciali e particolarmente deliziose.

«Posso aiutarti?» disse una voce. Dall’ombra uscì un fauno. Fiona rimase per un attimo a bocca aperta. Il ragazzo aveva i capelli castani e spettinati, le orecchie a punta e il torso nudo (ma non aveva freddo?), ma le sue gambe erano pelose e terminavano con degli zoccoli.
«C-cerco una zucca» balbettò Fiona imbarazzata.
«Allora sei nel posto giusto» commentò lui con un sorriso smagliante. «Che zucca cerchi? Grande o piccola? Sorridente o spaventosa?» chiese indicando le varie zucche.
Più Fiona osservava quelle zucche e più le sembravano… vive. Ebbe addirittura l’impressione che una le fece l’occhiolino. Distolse velocemente lo sguardo.
«Ne cerco una piccola, non intagliata, da mangiare. Avete qualcosa di speciale?»
Il suo sguardo gentile si indurì all’istante, il suo sorriso scomparve. Fiona deglutì intimorita. Ho detto qualcosa di sbagliato?
Senza dire una parola andò nella stanza sul retro e tornò con una zucca non intagliata.
«Ecco, prendi questa» disse porgendole la zucca senza sorridere. Fiona afferrò la zucca a disagio.
«E-ecco, io… ci ho ripensato, non voglio comprare nessuna zucca…» balbettò Fiona cercando di restituirgli la zucca, ma lui non la voleva.
«Tienila. Portala a casa» disse, poi si voltò per andarsene.
«Aspetta, dove vai? Quanto ti devo?»
«Niente. Offre la casa» rispose lui, e poi scomparve.

Fiona se ne andò in fretta portandosi con sé la zucca e raggiunse la boutique di vestiti, dove Emma la stava aspettando.
«Pensavo volessi uscire a prendere solo un po’ d’aria!» esclamò lei quando la vide. Sembrava arrabbiata e sollevata allo stesso tempo. «Mi stavo preoccupando!»
«Scusami» rispose Fiona. «Ho visto quella casetta laggiù e ho pensato di dare un’occhiata.»
Emma le sorrise. «Nessun problema. Vedo che hai comprato qualcosa.»
«Sì, beh…» comprato non era esattamente corretto, ma non aveva voglia di parlarle di quello strano incontro. «E tu non hai comprato nessun costume?» chiese invece per cambiare discorso. Emma non aveva nessun sacchetto in mano.
«No, alla fine ho pensato che non ne avevo bisogno. E poi erano carissimi» disse scuotendo la testa.
«Bene, andiamo a casa? Si sta facendo tardi e sono un po’ stanca» disse Fiona. In realtà non si sentiva stanca, ma non aveva voglia di rimanere in quel posto un minuto di più. Sembrava che Emma avesse voglia di visitare qualche altra bancarella, ma acconsentì e tornarono a casa.

Übersetzung

She stood there for a few minutes watching the people passing by and the other booths. A little house on the corner caught her attention: it was full of pumpkins. Finally something I like! Fiona thought happily and went closer. The sign said The temple of pumpkins. In fact, it looked more like a small church than a little house. Outside, there were many pumpkins, all with carved faces. Fiona curiously went inside and was impressed by what she saw. There were many small altars decorated with precious golden objects and many candles. In the middle of each altar was a beautiful pumpkin, each one with a different face and made with great skill. It almost seemed to be a holy place.

But as much as she liked them, Fiona was not interested in having a carved one. What was she really going to do with it? After a few days, she would have to throw it away. But she thought it was a good idea to buy one for dinner. Maybe they sold special and especially tasty pumpkins.

«Can I help you?» said a voice. Out of the shadows came a faun. Fiona remained speechless for a moment. The boy had brown, disheveled hair, pointed ears and a naked upper body (wasn’t he cold?) but his legs were hairy and ended in hooves.
«I-I’m looking for a pumpkin» Fiona stuttered embarrassed.
«Then you are in the right place» he commented with a beaming smile. «What kind of pumpkin are you looking for? Big or small? Smiling or scary?» he asked and pointed to the different pumpkins.
The more Fiona looked at these pumpkins the more… alive they looked. She even had the impression that one of them winked at her. She looked away quickly.
«I’m looking for a small one, not carved, one to eat. Do you have anything special?»
His friendly look hardened instantly, his smile fading. Fiona swallowed intimidated. Did I say something wrong?
Without saying a word, he went into the back room and returned with an uncurved pumpkin.
«Here, take this one» he said and handed her the pumpkin without a smile. Fiona reached for the pumpkin uncomfortably. 
«W-well, I… I’ve changed my mind, I don’t want to buy a pumpkin…» Fiona bubbled and tried to give him the pumpkin back but he didn’t want to take it.
«Keep it. Take it home» he said, then turned to leave.
«Wait, where are you going? How much do I owe you?»
«Nothing. On the house» he said, and then he disappeared.

Fiona quickly left with the pumpkin and reached the clothing store where Emma was waiting for her. 
«I thought you just wanted to get some fresh air!» she said when she saw her. She seemed angry and relieved at the same time. «I was beginning to worry!»
«I’m sorry» Fiona replied. «I saw that little house over there and thought I’d have a look at it.»
Emma smiled at her. «No problem. I see you bought something.»
«Yes, well…«»» bought was not quite right, but she didn’t want to talk about this weird encounter. «And you didn’t buy a costume?» she asked instead, to change the subject. Emma had no bag in her hand.
«No, in the end I thought I didn’t need one. Besides, they were expensive» she said, shaking her head. 
«Well, shall we go home? It’s late and I’m a little tired» Fiona said. She didn’t feel tired but she didn’t want to stay in that place for another minute.
It seemed that Emma wanted to visit a few more booths but she agreed, and they went home.

Capitolo 4

Fiona salutò Emma e salì le scale per raggiungere il suo appartamento. Quando aprì la porta, Romeo le corse incontro miagolando. Sembrava molto felice di vederla. Anche Fiona era molto felice di essere finalmente a casa. Andò in cucina e appoggiò la zucca sul tavolo, poi andò in bagno.

Quando tornò in cucina, Romeo era sul tavolo e fissava la zucca. Anzi, le soffiava.
«Romeo, cosa succede?» chiese Fiona osservando prima lui, poi la zucca. Romeo continuò a miagolare e a rizzare il pelo. Fiona cercò di tranquillizzarlo, poi si avvicinò prudentemente alla zucca e la prese in mano, girandola a destra e a sinistra. Sembrava una zucca normalissima. Ma Romeo non ne sembrava convinto. Forse ha un odore strano? Fiona la annusò, ma non sentì nessun odore particolare. Ma lei non aveva l’olfatto di un gatto. Sì, probabilmente ha solo un odore particolare, per questo Romeo reagisce in modo così strano, pensò Fiona, sebbene una parte di lei non ne fosse tanto sicura.

Prese Romeo e lo portò in salotto, poi si lavò i denti e si mise il pigiama. Ma non aveva sonno, così si sedette sul divano e accese la TV. Dato che era la notte di Halloween, in TV c’erano un sacco di film horror. Ne scelse uno a caso e iniziò a guardarlo, mentre Romeo si appallottolava vicino a lei.

Nel film c’erano dei ragazzi che avevano affittato una baita nel bosco. Niente di originale, pensò Fiona. All’inizio erano tutti allegri e si divertivano. C’era la solita biondina carina che tipicamente muore per prima. Poi arrivò la sera e iniziarono a succedere cose strane. Si sentivano dei rumori, la porta cigolava. La ragazza urlò e sparì. Gli altri ragazzi erano in casa terrorizzati. Poi qualcuno bussò alla porta. Tutti trattennero il fiato. Sentirono dei passi, un’ombra si avvicinò alla finestra. L’ombra ruppe il vetro ed entrò in casa. Era una zucca gigante che sorrideva malignamente.

Adesso anche Fiona si trovava nella casa e iniziò a correre in preda al panico. Doveva scappare, allontanarsi da quella terribile zucca, allontanarsi da quel posto… Uscì dalla casa e corse nel bosco. Correva e correva, ma all’improvviso era circondata da decine di bancarelle, tutte che vendevano zucche. Ma le zucche erano vive e si muovevano verso di lei. Fiona cercò di scappare, ma le zucche erano troppe e ben presto era circondata. Si girò nella speranza di trovare una via di fuga, ma non vide altro che zucche.

Le zucche si avvicinarono sempre di più con atteggiamento minaccioso, diventarono sempre più grandi e i loro occhi erano come pozzi neri senz’anima da cui Fiona non riuscì a distogliere lo sguardo. Tu ci hai mangiate, adesso noi mangiamo te. Ripetevano le zucche in coro e sghignazzavano. Tu ci hai mangiate, adesso noi mangiamo te. E Fiona vide che i loro sorrisi maligni si allargavano e la loro bocca nera si faceva sempre più grande. E le zucche ridevano. Una risata senza gioia. Il buio la stava avvolgendo, presto l’avrebbero inghiottita…

Una luce si fece strada fra le tenebre e la risata si spense. Due occhi rassicuranti, un viso familiare, quel pelo rosso… Romeo? Chiese Fiona stupita. E in quel momento aprì gli occhi.

Si era addormentata sul divano e stava sudando. Romeo la stava fissando con quei suoi occhi verdi. Sul pavimento di fronte al divano c’era la zucca: era rotta in mille pezzi. Romeo, dopo essersi evidentemente assicurato che Fiona stesse bene, iniziò a pulirsi il pelo.

Fiona restò immobile per cinque minuti buoni, fissando Romeo che si faceva la toeletta e i resti della zucca sul tappeto, troppo stordita per riuscire a pensare con chiarezza. Poi si alzò, prese un sacco della spazzatura, raccolse i pezzi di zucca e andò a buttarli nel cassonetto della spazzatura in strada, mentre il sole sorgeva e illuminava le strade di Roma.

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Fiona said goodbye to Emma and walked up the stairs to her apartment. When she opened the door, Romeo ran to her and meowed. He seemed very happy to see her. Fiona was also very happy to finally be home again. She went into the kitchen, put the pumpkin on the table and then went into the bathroom. 

When she returned to the kitchen, Romeo was sitting on the table staring at the pumpkin. Or rather, he hissed at it.
«Romeo, what’s wrong?» Fiona asked, looking at him first and then at the pumpkin. Romeo continued to meow and to put up the fur. Fiona tried to calm him, then carefully approached the pumpkin, picked it up and turned it left and right. It looked like a normal pumpkin. But Romeo did not seem convinced. Maybe it smelled funny? Fiona sniffed it but she didn’t smell anything special. But she did not have the sense of smell of a cat. Yes, probably it just has a special smell, that’s why Romeo is acting so strange, Fiona thought, although part of her was not so sure.

She took Romeo and carried him into the living room, then brushed her teeth and put on her pyjamas. But she was not tired so she sat down on the sofa and turned on the TV. Since it was the night of Halloween, there were many horror movies on TV. She picked one at random and started watching while Romeo curled up next to her.

In the movie there were some teenagers who had rented a cabin in the woods. Nothing original, Fiona thought. At first they were all happy and enjoying themselves. There was the usual pretty blonde who typically dies first. Then the evening came and strange things started to happen. You could hear noises, the door squeaked. The girl screamed and disappeared. The others were in the house and were completely frightened. Then someone knocked on the door. Everyone held their breath. They heard footsteps, a shadow was approaching the window. The shadow broke the glass and entered the house. It was a huge pumpkin, smiling maliciously.

Now Fiona was also in the house and began to run around in panic. She had to run away, away from that horrible pumpkin, away from this place… She ran out of the house and into the forest. She ran and ran, but suddenly she was surrounded by dozens of booths, all selling pumpkins. But the pumpkins were alive and moving towards her. Fiona tried to escape, but there were too many pumpkins, and soon she was surrounded. She turned around hoping to find a way out but saw nothing but pumpkins. The pumpkins came menacingly closer and closer, getting bigger and bigger, and their eyes were like soulless holes from which Fiona could not look away. You ate us, now we eat you. chanted the pumpkins and laughed tauntingly. You ate us, now we eat you. And Fiona saw their vicious smiles widen and her black mouths grew bigger and bigger. And the pumpkins laughed. A joyless laughter. The darkness enveloped them, soon they would swallow her…

A light made its way through the darkness, and the laughter stopped. Two soothing eyes, a familiar face, that red hair… Romeo? asked Fiona astonished. And at that moment she opened her eyes.

She had fallen asleep on the sofa and was sweating. Romeo stared at her with his green eyes. On the floor in front of the couch lay the pumpkin: it was broken into a thousand pieces. After apparently making sure that Fiona was okay, Romeo began to clean his fur.

She remained motionless for at least five minutes, staring at Romeo who was busy with his personal hygiene, and at the remains of the pumpkin on the carpet, too dazed to think clearly. Then she got up, picked up a garbage bag, picked up the pieces of the pumpkin and threw them into the garbage can in the street while the sun rose and illuminated the streets of Rome.

Capitolo 5

Fiona non sapeva bene cosa fare, così iniziò a camminare. Camminò a lungo, cercando di non pensare troppo a quella strana notte. Quasi senza rendersene conto giunse alla piazza dov’era stata la sera prima con Emma. Forse sperava di trovare delle risposte o una spiegazione logica a quello che era successo. Ma il villaggio di Halloween non c’era più. C’era il solito obelisco al centro della piazza e alcune persone che camminavano assorte nei loro pensieri. Ma di bancarelle, zucche o fauni nemmeno l’ombra. Se ne sono andati in fretta, pensò Fiona delusa.

Infine, Fiona tornò a casa e andò da Emma. Stava facendo colazione e le offrì un caffè. Fiona rimase per un po’ in silenzio, poi però decise di parlare del suo strano sogno.
«Emma, ti ricordi la zucca di ieri…» incominciò Fiona.
«La zucca? Intendi il risotto alla zucca? Buonissimo» disse Emma masticando un biscotto.
«No, no, non il risotto, intendo la zucca, quella che ho preso al villaggio di Halloween.»
Emma la guardò come se non capisse di cosa stesse parlando. «Quale villaggio?»
«Ma quello in centro, dove siamo state ieri sera…»
Ma Emma continuava a non capire. «Ieri sera sono venuta a cena da te, e poi abbiamo visto un film» disse, guardando Fiona come se stesse impazzendo.
«Emma, se è uno scherzo, non è divertente. Ieri volevamo guardare un film, ma poi siamo uscite perché tu avevi visto quella locandina…» Fiona iniziava ad arrabbiarsi.
«Senti, non so di cosa tu stia parlando. Forse hai fatto solo un brutto sogno.
Già. Un brutto sogno. Fiona finì il caffè e se ne andò. Ma allora, che cosa è successo davvero? Ho davvero sognato tutto?

Fiona non lo scoprì mai, ma da quel giorno, ogni volta che vedeva una zucca, sentiva quella risata maligna nella sua testa. Da quel giorno, ogni zucca che vedeva sembrava seguirla con lo sguardo. Da quel giorno, Fiona non mangiò più neanche una zucca.

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Fiona didn’t know what to do, so she started to go for a walk. She took a long walk and tried not to think too much about that strange night. Almost unaware of it, she reached the place where she had been the night before with Emma. Maybe she hoped to find some answers or a logical explanation for what happened. But the Halloween village wasn’t there no more. In the middle of the square were the usual obelisk and some people walking around lost in thought. But not even a shadow of booths, pumpkins or fauns. They left in a hurry, Fiona thought, disappointed.

Finally Fiona returned home and went to Emma. She was having breakfast and offered her coffee. Fiona was silent for a while but then she decided to talk about her strange dream.
«Emma, do you remember the pumpkin from yesterday?» Fiona began.

«The pumpkin? You mean the pumpkin risotto? Delicious» said Emma as she chewed a cookie.
«No, no, not the risotto, I mean the pumpkin I got at the Halloween village.»
Emma looked at her as if she didn’t know what she was talking about. «What village?»
«
The one in the center where we were last night…»
But Emma still didn’t understand.
«I came for dinner last night, and then we watched a movie» Emma said, looking at Fiona like she was going crazy.
«
Emma, if this is a joke, it’s not funny. Yesterday we wanted to watch a movie, but then we left because you saw this flyer…» Fiona started to get angry.
«
Look, I don’t know what you’re talking about. Maybe you just had a bad dream.»
Yeah. A bad dream. Fiona finished her coffee and left. But what really happened? Did I really dream everything?

Fiona never found out but from that day on, every time she saw a pumpkin, she could hear that evil laugh in her head. From that day on, every pumpkin she saw seemed to follow with its eyes. From that day on, Fiona never ate another pumpkin.

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