A2 • Pasqua sulla slitta

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This year is an Easter like no other: people can not go out, cafes and restaurants are closed… An e-book in Italian with an Easter adventure on four paws!

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Pasqua sulla slitta

Indice

Capitolo 1

KIRA

Tutti i cittadini devono restare a casa. È consigliato uscire solo se è strettamente necessario. Ma non preoccupatevi, andrà tutto bene… 

È la Vigilia di Pasqua, ma quest’anno è una Pasqua diversa dalle altre. Non faremo una grande festa come al solito con tutti i parenti e probabilmente non faremo neanche la caccia alle uova in giardino. In effetti, non so neanche se il coniglietto pasquale riuscirà a portare le uova… 

Quest’anno è successa una cosa davvero strana: c’è una tremenda bufera di neve. Ormai sono due settimane che nevica e non vuole proprio smettere. Il tempo è davvero impazzito! È molto pericoloso uscire di casa. La neve cade così fitta che non si riesce a vedere niente. È tutto bianco! Per questo non bisogna guidare. Ci sono già stati diversi incidenti. Addirittura molte aziende hanno chiuso perché è troppo pericoloso andare a lavorare. Anche i bar, i ristoranti, i negozi…. Hanno chiuso tutti perché non ci sono clienti. È davvero un bel casino! 

E poi fa freddissimo: molte persone si sono prese il raffreddore. Etcì! Io compresa. Ho giocato troppo con i miei amici nella neve e questo è il risultato. Adesso devo restare a casa e posso uscire solo velocemente per fare i miei bisognini. Uffa.

A me di solito piace la neve. È bianca e soffice ed è divertente andare sulla slitta o fare un pupazzo di neve. Ma adesso la neve è davvero troppa. Basta! Non è divertente così. E poi è primavera. In primavera c’è il sole, fa caldo, la natura fiorisce e i prati si riempiono di mille fiori colorati. In primavera si esce, si va al parco, si fanno passeggiate, ci si incontra con gli amici per un caffè, si piantano piante e fiori in giardino… ma quest’anno sembra che la primavera non voglia proprio arrivare. Etcì! 

Guardo fuori dalla finestra e osservo il paesaggio coperto di neve. Non c’è in giro nessuno. Ma così è molto noioso… Come faccio a fare il mio lavoro di cane da guardia se non passa nessuno? Osservo i fiocchi di neve che cadono. Là fuori il tempo sembra essersi fermato. Yaaawn che sonno! Quasi quasi faccio un pisolino… 

Ma un movimento attira la mia attenzione. Qualcosa si muove in giardino. Adesso sono completamente sveglia. Questo “qualcosa” è marrone e ha le orecchie lunghe. Lo riconosco subito. Pasquale! Abbaio felice. Vado subito alla porta e la apro. Padroncina non lo sa, ma Cody e io sappiamo come aprire la porta… Pasquale è tutto coperto di neve e trema come una foglia. 

Pasquale è proprio il coniglietto pasquale, quello vero! L’anno scorso lui e Cody hanno salvato me e molti agnelli dalle mani di due farabutti, per questo mi sta molto simpatico. E poi è anche molto carino… 

«Pasquale, che piacere vederti! Dai, entra, non restare fuori al freddo!» gli dico. 
«Grazie, Kira, grazie mille» dice lui entrando.
«Pasquale!» esclama Cody meravigliato quando lo vede. «Ma sei matto a uscire con questo tempo? Vieni qui vicino al camino e scaldati un po’.»
Io chiudo la porta e vado a prendere una coperta calda.
«Pasquale, che cosa succede?»
Lui prende la coperta e se la mette sulle spalle.
«Questa neve sta rovinando la Pasqua! Le uova da portare ai bambini sono pronte, ma…» Pasquale scuote la testa con aria triste. «Non riesco a creare i miei tunnel! Il terreno è completamente ghiacciato e la mia magia non è abbastanza forte. Ne ho creato uno per venire qui, ma è molto faticoso e ci metto troppo tempo. Come faccio a portare le uova a tutti i bambini?» 

In effetti, è davvero un problema. Vorrei tanto aiutare Pasquale, ma che cosa posso fare? Sono solo un cane. Ma i bambini devono ricevere le uova di Pasqua, non è Pasqua senza uova! Anche se con questo tempo, sembra più Natale che Pasqua…
«Ho un’idea! Etcì!» esclamo e starnutisco nello stesso momento.
«Un’idea? Che idea?» chiede Pasquale emozionato.
«Chiediamo aiuto a Babbo Natale!» dico, orgogliosa di questa idea geniale.
«Ma certo!» dice Cody. «Babbo Natale è un tipo simpatico, l’abbiamo conosciuto a Natale» aggiunge con un certo orgoglio. «Sicuramente ti aiuterà! Potrebbe prestarti la sua slitta.»
«Un’ottima idea!» esclama Pasquale di nuovo ottimista. «Posso provare a creare un tunnel fino alla sua casa.» 

«Che bello, vengo anch’io!» dico, felice di fare finalmente qualcosa.
«No Kira, non se ne parla! Tu non puoi uscire, sei ammalata!» mi rimprovera Cody. Uffa… Cody ha ragione, ma… Che barba!
«Vengo io con te, Pasquale, forse hai bisogno di una mano con la slitta» dice Cody, anche se non sembra del tutto convinto. E io so anche perché: Cody ha paura di volare!
«Grazie mille, Cody, sei davvero gentile! A presto, Kira, e guarisci presto! Grazie mille per il tuo aiuto!» dice Pasquale salutandomi con la mano.
«Kira, prenditi cura di Padroncina!» dice Cody mentre esce.
Io corro alla finestra e li guardo. Pasquale fissa il terreno con grande concentrazione e Cody aspetta di fianco a lui. Dopo qualche minuto appare un tunnel e i due saltano dentro. Poi il tunnel si richiude dietro di loro.
Sì, mi prendo cura di Padroncina, non preoccuparti! Penso, decisa a fare al meglio il mio lavoro. Quando tornerai, Padroncina sarà sana e salva, te lo prometto! 

Siccome non può uscire per lavorare, adesso Padroncina lavora da casa. Lei resta in studio per ore e ore davanti al computer e fa una pausa solo per prepararsi un altro tè o per andare in bagno. Vado in studio per controllare che stia bene. Eccola, è lì e sta bene. Ma non sta lavorando, è al telefono e sembra molto preoccupata.
«Che cosa hai? La febbre? La tosse?» chiede preoccupata e poi ascolta la risposta.
«Ok, non ti muovere, nonna. Arrivo!» dice chiudendo la chiamata. Si alza ed esce dalla stanza, va un attimo in bagno e prende delle medicine. Non avrà mica intenzione di uscire? Si mette la giacca, i guanti e il cappello di lana e si infila i suoi doposcì.
No, no, dove vuoi andare?! Abbaio agitata. Padroncina, non puoi uscire! È troppo pericoloso! Guarda come nevica!
«Kira, vado un attimo dalla nonna a portarle delle medicine. Torno subito. A dopo!» ed esce di corsa.
Oh no! E ora che cosa faccio? Di nuovo guardo fuori dalla finestra. Padroncina esce dal cancello e scompare nella neve.

TRANSLATE

KIRA 

All citizens must stay at home. It is recommended to go out only if it‘s strictly necessary. But don‘t worry, everything will be fine.

It‘s Easter Eve, but this year is a different Easter from the others. We won‘t have a big party as usual with all the relatives and we probably won‘t even have an egg hunt in the garden. In fact, I don‘t even know if the Easter bunny will be able to bring the eggs… Something really strange has happened this year: there is a terrible snowstorm. It‘s been snowing for two weeks now and it just won‘t stop. The weather‘s really gone crazy! It‘s very dangerous to leave the house. The snow falls so thick you can‘t see anything. It‘s all white! That‘s why you shouldn‘t drive. There have already been several accidents. Even many companies have closed down because it‘s too dangerous to go to work. Also bars, restaurants, shops… They all closed because there are no customers. It‘s really quite a mess! And then it‘s very cold. Many people have caught a cold. Achoo! Me included. I played too much with my friends in the snow and this is the result. Now I have to stay at home and I can only go out quickly to go potty. Oh man.
I usually like snow. It‘s white and soft and it‘s fun to ride a sleigh or make a snowman. But now it‘s just too much snow. Enough! That‘s no fun. Besides, it‘s spring. In spring it‘s sunny, it‘s hot, nature blooms and the meadows are filled with a thousand colourful flowers. In spring you go out, go to the park, go for walks, meet friends for coffee, plant plants and flowers in the garden… but this year it seems that spring doesn‘t want to come at all. Achoo! I look out the window and watch the snow-covered landscape. There‘s no one around. But so it‘s very boring… How can I do my job as a watchdog if no one comes by? I watch the falling snowflakes. Out there, time seems to have stopped. Yaaawn I‘m so sleepy! Maybe I‘ll take a nap…

But a movement grabs my attention. Something‘s moving in the garden. Now I‘m wide awake. This „something“ is brown and has long ears. I recognize it right away. Pasquale! I bark happy. I go straight to the door and open it. Mum doesn‘t know it, but Cody and I know how to open the door… Pasquale is all covered with snow and shakes like a leaf. Pasquale is the Easter bunny, the real one! Last year he and Cody saved me and a lot of lambs from two crooks, so I like him a lot. And he looks also very good…
«Pasquale, how nice to see you! Come in, don‘t stay out in the cold!» I tell him.
«Thank you, Kira, thank you very much» he says entering.
«Pasquale!» exclaims Cody astonished when he sees him. «Are you crazy to go out in this weather? Come over here by the fireplace and warm yourself up a bit.»
I‘ll close the door and get a warm blanket.
«Pasquale, what‘s going on?» He takes the blanket and puts it on his shoulders.
«This snow is ruining Easter! The eggs to bring to the children are ready, but…» Pasquale shakes his head with a sad look. «I can‘t make my tunnels! The ground is completely frozen and my magic is not strong enough. I created one to come here, but it‘s very tiring and takes too long. How do I bring the eggs to all the children?»
It‘s really a problem, indeed. I‘d love to help Pasquale, but what can I do? I‘m just a dog. But the children must get Easter eggs, it‘s not Easter without eggs! Although in this weather, it seems more Christmas than Easter…
«I have an idea! Achoo!» I exclaim and sneeze at the same time.
«An idea? What idea?» asks Pasquale excited.
«Let‘s ask Santa for help!» I say, proud of this brilliant idea.
«Of course!» says Cody. «Santa is a nice guy, we met him at Christmas», he adds with some pride. «Surely he will help you! He could lend you his sleigh.»
«An excellent idea!» exclaims Pasquale optimistic again. «I can try to create a tunnel to his house.»
«How nice, I‘m coming too!» I say, happy to finally do something.
«No Kira, no way! You can not go out, you‘re sick!» Cody scolds me. Oh, man… Cody is right, but … What a bore!
«I‘ll go with you, Pasquale, maybe you need a hand with the sleigh» says Cody, although he doesn‘t seem entirely convinced. And I know why, too: Cody‘s afraid to fly!
«Thanks a lot, Cody, you‘re very kind!» says Pasquale and goes to the door followed by Cody.
«See you soon, Kira, and get well soon! Thank you so much for your help!» says Pasquale waving at me.
«Kira, take care of Mom!» says Cody on the way out. I run to the window and watch them. Pasquale stares at the ground with great concentration and Cody waits beside him. After a few minutes a tunnel appears and the two of them jump in. Then the tunnel closes behind them. Yes, I‘ll take care of Mom, don‘t worry! I think, determined to do my job as best I can. When you come back, Mom will be safe and sound, I promise!

Since Mom can‘t go out to work, she works from home now. She stays in the studio for hours and hours in front of the computer and takes a break just to make another tea or to go to the bathroom. I‘ll go to the studio to make sure she‘s okay. There she is, she‘s there and she‘s fine. But she‘s not working, she‘s on the phone and she sounds very worried.
«What‘s the matter with you? A fever? A cough?» she asks worried and then listens to the answer.
«Okay, don‘t move, Grandma. I‘m coming» she says, closing the call. She gets up and leaves the room, goes to the bathroom and takes some medicine. She‘s not going to come out, is she? She puts on her jacket, gloves and his woolly hat and puts on her snow boots. No, no, where are you going?! I bark. Mom, you can‘t go out! It‘s too dangerous! Look how it‘s snowing! 
«Kira, I‘m going to Grandma‘s to bring her some medicine. I‘ll be right back. See you later!» she says and runs out. Oh no! What do I do now? Again I look out the window. Mom comes out of the gate and disappears into the snow.

Capitolo 2

CODY

Il viaggio nel tunnel dura poco e dopo pochi secondi siamo già arrivati. Davanti a me c’è una piccola casetta di legno tutta coperta di neve.
«È questa la casa di Babbo Natale?» chiedo affascinato.
«Proprio così» dice Pasquale e suona il campanello. La porta si apre e appare un uomo anziano e un po’ cicciottello.
«Pasquale! Cody! Che sorpresa!» esclama lui.
Mi ha riconosciuto! penso emozionato.
«Entrate pure, ho appena fatto il tè. E ho anche dei biscotti che mi ha portato la Befana. Sono davvero deliziosi, dovete provarli assolutamente».
Pasquale scuote la testa. «Grazie, signor Natale, è molto gentile, ma non…»
Ma Babbo Natale non lo ascolta e ci spinge in casa con le sue manone. «È bello ricevere visite anche in primavera! Tutti pensano a Babbo Natale solo a dicembre, il resto dell’anno invece niente…»
«Signor Natale, senta, noi…»
«Era un po’ che non venivi a trovarmi, Pasquale! La Befana viene più spesso» dice lui allegramente mentre ci conduce in una piccola, ma accogliente cucina.
Senza smettere di parlare inizia a versare il tè nelle tazze. «Settimana scorsa la Befana ed io abbiamo bevuto una bella cioccolata insieme! Ma sicuramente ora tu sei molto impegnato, hai tutte le tue uova da dipingere, poi domani è Pasqua e…»
Babbo Natale si blocca di colpo e si gira verso Pasquale con due tazze di tè in mano.
«Domani è Pasqua! Che cosa ci fai qui?»
Pasquale sembra un po’ irritato, ma anche felice di poter finalmente parlare.
«Sono qui perché ho assolutamente bisogno del suo aiuto. È questione di vita o di morte!»
Davvero melodrammatico, penso leggermente divertito. Babbo Natale aggrotta le sopracciglia, improvvisamente serio.
«Che succede, Pasquale?»
«Sta nevicando dappertutto e il terreno è ghiacciato. Faccio fatica a costruire i miei tunnel magici. Domani è Pasqua e devo consegnare le uova…»
Pasquale fa una pausa e abbassa gli occhi imbarazzato. «Potrebbe prestarmi la sua slitta?»
Babbo Natale rimane qualche secondo in silenzio, poi appoggia le tazze piene di tè sul tavolo con così tanta forza che metà del contenuto si sparge sul tavolo.
«Ma certo, e che problema c’è? Ma non potevi dirlo subito che era così urgente? Forza, andiamo!»
E con le sue manone ci spinge entrambi fuori. Babbo Natale è proprio un tipo bizzarro… e anche un gran chiacchierone!

Ci porta nel suo villaggio abitato da folletti e renne. Anche qui sta nevicando (ma forse qui nevica sempre?).
Poi entriamo in un capannone. È molto grande e spazioso e pieno di folletti indaffarati che corrono di qua e di là. Alle pareti ci sono diversi attrezzi, contenitori grandi e piccoli e pezzi di legno di tutte le dimensioni. Al centro si trova una maestosa slitta.
«Wunorse Openslae!» urla Babbo Natale.
«Eccomi capo!» dice subito un folletto correndo verso di noi. È un folletto biondo con una lunga treccia e una folta barba.
«Wunorse, la mia slitta è pronta?»
«Pronta? Ma capo, siamo ancora in piena manutenzione! Dobbiamo fare la revisione, controllare i freni, e poi… abbiamo un piccolo problema…» dice un po’ imbarazzato.
«Wunorse, non hai capito. Ho bisogno della mia slitta ora. Dobbiamo salvare la Pasqua! Che problema c’è?»
«Ecco… Abbiamo perso un bullone» dice Wunorse guardandosi i piedi. In effetti sembra che i folletti stiano cercando qualcosa…
«Che cosa?! Dovete ritrovarlo subito!» dice Babbo Natale alzando la voce e iniziando ad arrabbiarsi.
«Scusi, signor Openslae» dice Pasquale. «Ma non potete usare un altro bullone?»
«No, non è possibile» risponde lui. «I bulloni della slitta sono speciali, sono magici. Se non lo troviamo in fretta, dobbiamo farne un altro, ma ci vuole tempo…»
Ma che sfortuna! penso e abbaio deluso. Pasquale mi guarda e il suo viso si illumina.
«Cody, ma tu sei un cane! Puoi usare il tuo fiuto per trovare il bullone! Vieni, annusa un altro bullone!»
Pasquale raggiunge la slitta e io lo seguo. Che bello, una caccia al… bullone!
Annuso uno degli altri bulloni e mi metto alla ricerca. Annuso sotto il tavolo, lungo le pareti, dentro gli scatoloni, dietro gli attrezzi, e alla fine…. Eccolo! abbaio felice. Non era difficile: il bullone si trovava nel cestino della spazzatura! Chissà come c’era finito lì dentro…
«Grazie Cody, per fortuna l’hai trovato!» mi ringrazia Wunorse Openslae.
«Ecco, tieni, ti piacciono i biscotti?»
Che domande, certo che mi piacciono!

Dopo alcuni minuti siamo finalmente pronti per partire. Anche le renne sono pronte.
«Fate buon viaggio!» ci saluta Babbo Natale.
«Arrivederci Babbo Natale, e grazie ancora!» lo ringrazia Pasquale. E finalmente partiamo.

TRANSLATE

The journey through the tunnel is short and after a few seconds we have already arrived. In front of me there is a small wooden house all covered with snow.
«Is this Santa‘s house?» I ask fascinated.
«That‘s right» says Pasquale and rings the bell. The door opens and an old, a bit chubby man appears.
«Pasquale! Cody! What a surprise!» he exclaims.
He recognized me! I think excited.
«Come in, I‘ve just made tea. And I also have some cookies that the Befana brought me. They‘re really delicious, you have to try them.»
Pasquale shakes his head. «Thank you, Mr. Christmas, you‘re very kind, but we don‘t…»
But Santa doesn‘t listen to him and pushes us around the house with his big hands.
«It‘s nice to receive visits in the spring too! Everybody only thinks of Santa Claus in December, but the rest of the year nothing…»
«Mr. Christmas, look, we…» «It‘s been a while since you came to see me, Pasquale! The Befana comes more often» he says cheerfully as he leads us into a small, but cozy kitchen. Without stopping talking, he starts pouring the tea into the cups.
«Last week the Befana and I drank a nice chocolate together! But surely now you are very busy, you have all your eggs to paint, then tomorrow is Easter and…»
Santa Claus suddenly stops and turns to Easter with two cups of tea in his hand. «Tomorrow is Easter! What are you doing here?»
Pasquale seems a bit annoyed, but also happy to can finally talk.
«I‘m here because I absolutely need your help. It‘s a matter of life and death!»
Really melodramatic, I think slightly amused. Santa Claus frowns, suddenly serious. «What‘s the matter, Pasquale?»
«It‘s snowing all over the place and the ground is frozen. I‘m struggling to build my magic tunnels. Tomorrow is Easter and I have to deliver the eggs…».
Pasquale pauses and lowers his eyes embarrassed. «Can you lend me your sleigh?» Santa stays silent for a few seconds, then places the cups full of tea on the table so hard that half of the contents spill onto the table.
«Of course, what‘s the problem? But couldn‘t you say it was so urgent right away? Come on, let‘s go!»
And with his big hands he pushes us both out. Santa‘s a real weirdo… and very chatty, too! He takes us to his village inhabited by elves and reindeer. It‘s snowing here too (but maybe it always snows here?). Then we go into a warehouse. It‘s very big and spacious and full of busy elves running around. On the walls there are various tools, large and small containers and pieces of wood of all sizes. In the middle is a majestic sledge.
«Wunorse Openslae!» shouts Santa Claus.
«Here I am, boss!» says a elf running towards us. He‘s a blond elf with a long braid and a thick beard.
«Wunorse, is my sleigh ready?» asks Santa Claus.
«Ready? But, boss, we‘re still in the middle of the maintenance! We need to do the inspection, check the brakes, moreover… we have a little problem…» he says a little embarrassed.
«Wunorse, you don‘t understand. I need my sled now. We have to save Easter! What‘s the problem?»
«Well… We‘ve lost a bolt» Wunorse says, looking at his feet. In fact, it looks like the elves are looking for something…
«What?! You have to find it now!» says Santa Claus, raising his voice and starting to get angry.
«Excuse me, Mr. Openslae» says Pasquale.
«But can‘t you use another bolt?»
«No, it‘s not possible» he replies. «The bolts on the sleigh are special, they are magic. If we don‘t find it quickly, we have to make another one, but it takes time…»
What bad luck! I think and bark disapponted. Pasquale looks at me and his face lights up.
«Cody, you‘re a dog! You can use your sniff to find the bolt! Come, sniff another bolt!» Pasquale reaches the sleigh, and I follow him. How nice, a… bolt hunt! I sniff one of the other bolts and I start looking for it. I sniff under the table, along the walls, inside the boxes, behind the tools, and finally… There it is! I bark happy. It wasn‘t hard: the bolt was in the trash can! I wonder how it got in there…
«Thanks Cody, fortunally you‘ve found it!» Wunorse Openslae thanks me.
«Here, do you like cookies?» What a question, of course I like cookies! After a few minutes we‘re finally ready to go. Even the reindeer are ready.
«Have a good trip!» Santa says us goodbye.
«Goodbye Santa Claus, and thanks again!» Pasquale thanks him. And we‘re finally leaving.

Capitolo 3

KIRA

Passano alcune ore e inizia a diventare buio, ma Padroncina non torna. Cammino agitata avanti e indietro davanti alla finestra. Perché ci mette tanto? C’è qualcosa che non va, ne sono sicura. Ho un brutto presentimento. 
Basta, non riesco più ad aspettare. Apro la porta ed esco. Il freddo è davvero pungente e la neve è molto alta. Inizio a correre, ma non vedo quasi niente. 
Padroncina, dove sei? 
La strada più veloce per raggiungere la casa della nonna è attraverso il bosco. Sicuramente Padroncina ha fatto quella strada. Corro nel bosco e abbaio. La neve copre tutti gli odori e anche i rumori. Spero davvero di non perdermi… 
Fa davvero molto freddo e non sento quasi più le mie zampe. Anche il mio naso e le mie orecchie sono gelati. 
Il tempo passa e ancora non vedo Padroncina. Da quanto tempo la sto cercando? 
Inizio a sentirmi piuttosto stanca. 
Abbaio un’ultima volta, poi cado a terra e chiudo gli occhi. Non ho più le forze per correre. Forse potrei riposarmi un attimo… 

«Aiuto!» 
Una voce debole ha chiamato aiuto. Mi rialzo a fatica e abbaio. 
«Aiuto! C’è qualcuno?» La voce ora è un po’ più forte. 
È Padroncina, è la sua voce! Corro subito da quella parte. Non vedo niente, la neve continua a cadere fitta, ma tra poco troverò Padroncina, non ho dubbi. 
Ma poi… cado. Cado per alcuni secondi, secondi che sembrano durare un’eternità. Ma per fortuna l’atterraggio è morbido. 
«Kira! Oh no, anche tu qui!» Padroncina mi abbraccia e le sue lacrime mi bagnano il muso. 
Mi guardo in giro e capisco perché Padroncina è così triste. Ci troviamo in un burrone. Le pareti di fianco a noi sono alte e ripide ed è impossibile arrampicarsi. 
Oh no! Che guaio, questa proprio non ci voleva…. 
Mi giro verso Padroncina e solo ora noto lo stato in cui si trova. È molto pallida e le sue labbra sono diventate viola. Oh no, oh no, non va bene! Devo portare Padroncina al sicuro! 
Esploro tutto il burrone da destra a sinistra, ma non c’è via di uscita. 
Allora torno da Padroncina, mi raggomitolo di fianco a lei e le lecco la faccia per scaldarla un po’. Pian piano la neve ci copre con un candido strato bianco. Io abbaio e abbaio, sperando che qualcuno mi senta. Ma passa il tempo e non arriva nessuno. Ho molto freddo e le mie zampe e il mio naso sono completamente gelati. 
Abbaio un’ultima volta, poi mi stringo forte a Padroncina e poco dopo perdo i sensi.

TRANSLATE

KIRA 

A few hours go by and it starts to get dark, but Mom doesn‘t come back. I walk back and forth in front of the window. What‘s taking her so long? Something‘s wrong, I‘m sure of it. I have a bad feeling. Enough, I can‘t wait any longer. I‘ll open the door and go out. The cold is really biting and the snow is really high. I start running, but I can hardly see anything. Mom, where are you? The fastest way to Grandma‘s house is through the woods. Mom has surely made that road. I run through the woods and bark.  The snow covers all the smells and noises. I really hope I don‘t get lost… It‘s really very cold and I can hardly feel my paws. My nose and ears are frozen too. Time passes and I still don’t see Padroncina. How long have I been looking for her?
I‘m starting to feel pretty tired. I bark one last time, then I fall down and close my eyes. I don‘t have the strength to run anymore. Maybe I could rest a moment…

«Help!»
A weak voice called for help. I stand up with difficulty and bark.
«Help! Is someone there?» The voice is a little louder now. It‘s Mom, it‘s her voice! I run straight over there. I can‘t see anything, the snow keeps falling thick, but I‘ll find Mom in a moment, I have no doubt.
But then… I fall. I fall for a few seconds, seconds that seem to last an eternity. But luckily the landing is soft.
«Kira! Oh no, you‘re here too!» Mom hugs me and her tears make my face wet. I look around and I understand why Mom is so sad. We‘re in a ravine. The walls next to us are high and steep and it‘s impossible to climb. Oh no! Too bad, I really didn‘t need that… I turn towards Padroncina and only now do I notice her condition. She‘s very pale and her lips have turned purple. Oh no, oh no, that‘s no good! I must get Mom to safety! I explore the whole ravine from right to left, but there‘s no way out. Then I go back to Mom, curl up next to her and lick her face to warm it up a bit. Slowly the snow covers us with a snow white layer. I bark and bark, hoping someone will hear me. But time passes and no one comes. I‘m very cold and my paws and nose are completely frozen. I bark one last time, then I snuggle Mom and shortly afterwards I lose consciousness.

Capitolo 4

CODY

Voliamo veloci nel cielo, ma con la neve che cade così fitta non vediamo quasi niente. Per fortuna il naso rosso di Rudolf illumina la via. Io preferisco non guardare giù. Non è la prima volta che volo sulla slitta, ma non mi ci sono ancora del tutto abituato. Inoltre Pasquale sembra avere qualche difficoltà a guidare la slitta…
«Hey Cody! Tutto bene?» chiede Pasquale guardandomi preoccupato.
«Sì sì, tutto bene» dico io. Più o meno. «Senti, possiamo passare da casa mia un momento? Vorrei passare a prendere Kira. Forse sono stato un po’ duro prima… Volare sulla slitta di Babbo Natale in tua compagnia è davvero un’occasione unica!»
«Benissimo, nessun problema» risponde lui.
Arriviamo a casa, ma subito noto qualcosa di strano. La porta è aperta. Deve essere successo qualcosa, Padroncina non lascerebbe mai la porta aperta, non con questo freddo! Scendo di corsa, ma in casa non c’è nessuno. Dove sono Kira e Padroncina?
«Pasquale, dobbiamo trovarle! Deve essere successo qualcosa!» dico preoccupato e inizio ad annusare dappertutto. Pasquale si concentra. Lui sa sempre dove si trova chi crede in lui.
«Mmh, con questa neve è difficile trovare Kira… Sembra che si trovi nel bosco…» 
Inizio subito a correre. «Pasquale, seguimi!»
Entriamo nel bosco e le renne ora galoppano dietro di me. È impossibile volare con tutti questi alberi. Anche se ho un ottimo fiuto, non è facile seguire l’odore di Kira e poi non vedo quasi niente. Ben presto perdo le sue tracce. Poi sento Kira abbaiare in lontananza. Corro subito verso la sua voce, ma all’improvviso Rudolf mi sbarra la strada.
«Fermo!»
«Cosa c’è? Kira è qui vicino!» urlo io.
«Non puoi proseguire, c’è un burrone!» dice lui e fa luce con il suo naso.
Ora che guardo bene, ha proprio ragione. A pochi passi da me c’è un profondo burrone che non avevo visto a causa della neve. Lo ringrazio e salto sulla slitta.
«Kira deve essere caduta nel burrone, e forse anche Padroncina, andiamo a vedere!» 

TRANSLATE

CODY

We fly fast in the sky, but with the snow falling so thick we see almost nothing. Luckily Rudolf‘s red nose lights the way. I prefer not to look down. It‘s not the first time I‘ve flown on a sled, but I‘m not quite used to it yet. Besides, Pasquale seems to have some difficulty driving the sleigh…
«Hey Cody! Are you okay?» Pasquale asks, looking worried.
«Yeah yeah, everything‘s fine» I say. Sort of.
«Listen, can we stop by my place for a moment? I‘d like to pick up Kira. Maybe I was a little harsh before… Flying Santa‘s sleigh in your company is really a unique opportunity!»
«Great, no problem» he says. We get home, but I notice something strange. The door is open. Something must have happened. Mom would never leave the door open, not in this cold! I‘ll run downstairs, but there‘s nobody home. Oh no! Where are Kira and Mom?
«Pasquale, we must find them! Something must have happened!» I say worried and start sniffing everywhere. Pasquale concentrates. He always knows where those who believe in him are.
«Hmm, with this snow it‘s difficult to find Kira… It seems she‘s in the woods…»
I start running. «Pasquale, follow me!»
We go into the woods and the reindeer are now galloping behind me. It‘s impossible to fly with all these trees. Although I have a very good sense of smell, it‘s not easy to follow Kira‘s scent and then I see almost nothing. Soon I lose track of her.
Then I hear Kira barking in the distance. I run straight to her voice, but suddenly Rudolf blocks my way.
«Stop!»
«What is it? Kira is nearby!» I shout.
«You can not continue, there is a ravine!» he says and makes light with his nose. Now that I take a good look, he‘s absolutely right. A few steps from me there is a deep ravine that I had not seen because of the snow. I thank him and jump on the sleigh. «Kira must have fallen into the ravine, and maybe even Mom, let‘s go and see!»

Epilogo

KIRA

 

La luce del sole mi sveglia. Non apro subito gli occhi, è così comodo qui, sotto queste coperte calde. Potrei dormire ancora un po’… Ma poi mi alzo di scatto. Padroncina! Cody mi guarda e mi sorride.
«Non ti preoccupare, Padroncina sta bene. Ha passato alcune ore in ospedale, ma ora è di nuovo a casa e sta riposando.»
Io mi tranquillizzo.
«Che… Che cosa è successo?» chiedo un po’ confusa.
«Dovrei chiederlo a te!» dice Cody un po’ arrabbiato. «Perché tu e Padroncina non eravate a casa? Per fortuna Pasquale ed io vi abbiamo trovato in tempo!»
Ma certo, Pasquale, le uova… ora ricordo.
«Quindi ci avete salvato con la slitta di Babbo Natale? Il piano ha funzionato?»
«Sì esatto. Babbo Natale ha prestato la slitta a Pasquale per consegnare le uova. Ma per fortuna ho chiesto a Pasquale di passare un attimo da casa. Siccome non c’era nessuno, vi abbiamo cercato e vi abbiamo trovato in un burrone. Eravate entrambe svenute e vi abbiamo portato subito all’ospedale.»
Io annuisco. Meno male che erano arrivati in tempo…
«A proposito, guarda un po’!» dice Cody indicando la finestra. Io rimango a bocca aperta. Fuori splende il sole! Che meraviglia!
Corro alla finestra e guardo fuori. Le persone escono, si salutano e si abbracciano, i bambini giocano a palle di neve e cercano le uova in giardino. Il bianco della neve è meraviglioso illuminato dal sole. 

Poi noto che qualcuno si avvicina al nostro cancello: i genitori di Padroncina, i nonni e anche Amicone. Corriamo fuori a salutarli. Benvenuti! Che bello vedervi! abbaiamo Cody ed io.
«Ciao Kira! Ciao Cody! Siamo venuti a trovare la vostra padroncina. È già sveglia?»
Io corro in camera a vedere come sta. Sta dormendo tranquilla e sembra star bene. Le lecco il viso. È caldo e le labbra sono di nuovo normali. Padroncina si sveglia e mi sorride dolcemente.
«Buon giorno Kira. Come stai? Grazie per essere venuta a cercarmi ieri» dice accarezzandomi la testa.
Certo che sono venuta a cercarti! Proteggerti è il mio lavoro!
Lentamente, Padroncina si alza, si veste e dà il benvenuto agli ospiti. La nonna tossisce un po’, ma sembra star bene. Padroncina era riuscita a portarle le medicine, per fortuna.
Tutti hanno portato qualcosa da mangiare e mentre il pranzo si scalda usciamo a cercare le uova. È divertente cercare le uova nella neve! Facciamo anche un coniglietto di neve e gli mettiamo una bella carota in bocca. Che buffo!
Dopo pranzo mangiamo la colomba, il dolce tipico di Pasqua, e poi apriamo il grande uovo di Pasqua che Amicone ha regalato a Padroncina. All’interno c’è un’elegante collana con un ciondolo a forma di coniglietto. Padroncina è molto contenta e ringrazia Amicone che la aiuta subito a indossarla.
Dopo il dolce vado fuori in giardino insieme a Cody a godermi il bel sole.

«Kira, Cody!»
Eh? Chi ci chiama? Mi guardo in giro, ma non vedo nessuno.
«Quassù!»
Alzo lo sguardo. Pasquale ci saluta sporgendosi dalla slitta.
«Sono riuscito a consegnare tutte le uova!» esclama sorridente. «Avete trovato le vostre? Ora torno al Polo Nord per riportare la slitta a Babbo Natale, ma che ne dite di fare un giretto prima?»
«Ma certo!» esclamiamo Cody ed io all’unisono. E così saliamo sulla slitta e voliamo nel cielo azzurro insieme al coniglietto pasquale. Che Pasqua davvero bizzarra!

Buona Pasqua a tutti!

Etcì! Ah, ho ancora il raffreddore. Lo prometto, nei prossimi giorni resto a casa!

TRANSLATE

KIRA

The sunlight wakes me up. I don‘t open my eyes right away, it‘s so comfortable here, under these warm blankets. I could sleep a little longer… But then I get up. Mom! Cody looks at me and smiles.
«Don‘t worry, Mom is all right. He spent a few hours in the hospital, but now he‘s home again and resting.»
I calm down.
«What… What happened?» I ask a little confused.
«I should ask you«» says Cody a little angry. «Why weren‘t you and Mom at home? Luckily Pasquale and I found you in time!»
Of course, Pasquale, the eggs… now I remember.
«So you saved us with Santa‘s sleigh? Did the plan work?»
«Yes, it did. Santa lent Pasquale the sleigh to deliver the eggs. But luckily, I asked Pasquale to stop by the house for a moment. Since no one was there, we looked for you and found you in a ravine. You were both unconscious and we took you straight to the hospital.»
I nodded. It‘s a good thing they got there in time…
«By the way, look!» says Cody pointing to the window. I‘m amazed. The sun is shining outside! How wonderful! 
I run to the window and look out. People come out, say hello and hug, the kids play snowballs and look for eggs in the yard. The white of the snow, lit by the sun, is beautiful.

Then I notice that someone approaches our gate: Padroncina‘s parents, grandparents and also Buddy. We run out to greet them. Welcome! How nice to see you! bark Cody and I.
«Hello Kira! Hello Cody! We came to see your Mom. Is she awake yet?»
I run to her bedroom to see how she is. She‘s sleeping peacefully and seems fine. I‘ll lick her face. It‘s warm and her lips are normal again. Mom wakes up and smiles softly at me.
«Good morning Kira. How are you? Thank you for coming to look for me yesterday» she says, stroking my head. Of course I came looking for you! It‘s my job to protect you!

Slowly, Mom gets up, gets dressed and welcomes the guests. Grandma coughs a little, but she seems fine. Mom was able to bring her medicine, luckily. Everyone brought something to eat, and while lunch is getting warm we go out and look for eggs. It‘s fun to look for eggs in the snow! We also make a snow bunny and put a carrot in its mouth. That‘s odd!
After lunch we eat the Colomba, the typical Easter cake, and then we open the big Easter egg that Buddy brought for Mom. Inside there is an elegant necklace with a pendant in the shape of a bunny. Mom is very happy and thanks Buddy who immediately helps her to wear it.
After the dessert I go out in the garden with Cody to enjoy the beautiful sun.

«Kira, Cody!»
Uh? Who‘s calling us? I look around, but I see no one.
«Up here!»
I look up. Pasquale greets us by leaning out of the sleigh.
«I managed to deliver all the eggs!» he exclaims smiling. «Did you find yours? Now I‘m going back to the North Pole to take the sleigh back to Santa Claus, but how about a little ride first?»
«Of course!» exclaim Cody and I in unison.
And so we get on the sleigh and fly into the blue sky with the Easter bunny. What a weird Easter!

Happy Easter, everybody!

Achoo! Ah, I still have a cold. I promise, in the next days I‘ll stay home!

Buona Pasqua!

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