Wir heiraten in BELLA ITALIA! Kein Versand vom 07. bis 29. August.

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A2 • Gli spiriti del Natale

Es ist der erste Advent und im Haus der Hunde Kira und Cody herrscht bereits Weihnachtsstimmung. Doch Kira ist genervt von einer kleinen Tradition rund um den Weihnachtsbaum und in der Nacht trifft sie auf einen geheimnisvollen Besucher… Eine Weihnachtsgeschichte auf Italienisch.

Autorin: Ellie

Weihnachtsgeschichte auf Italienisch

Capitolo uno

Oggi è la prima domenica di Avvento. Padroncina ha acceso la prima candela della corona dell‘Avvento. Fuori fa molto freddo. Brrr meglio stare in casa al calduccio… Cody è sdraiato sul tappeto davanti al camino e dorme tranquillo. Io sono sdraiata sotto il tavolo e osservo Padroncina. Sta lavorando all‘uncinetto. Lei fa sciarpe, cappelli e calze. Ora sta facendo una sciarpa azzurra.
«Ecco fatto!» Padroncina osserva soddisfatta la sciarpa. Io mi avvicino incuriosita.
«Guarda Kira, ti piace? È per te» dice e mi mette la sciarpa intorno al collo. È calda e morbidissima.

All’improvviso suona il campanello. Ding dong. Chi sarà?
Padroncina apre la porta. «Ciao Edo!»
Ah, è arrivato Amicone! Io e Cody lo chiamiamo Amicone, perché lui è il nostro grande amico. Sono felice di vederlo, mi sta molto simpatico.
Amicone ha con sé un grosso abete. Padroncina lo aiuta a portare l’albero in casa e lo mettono vicino al camino.
«Cody, come lo addobbiamo quest‘anno?»
Ha in mano due scatolette, una con palline rosse e dorate, l‘altra con palline azzurre e argentate.
Eh? Perché lo chiede solo a Cody? Anch’io voglio decidere! Mi avvicino felice, ma Padroncina mi ferma. «No Kira, mi dispiace, ma è Cody che sceglie i colori dell’albero di Natale. È un po‘ una tradizione, vero Cody?»
Proprio così! abbaia lui felice.
Uffa! Mi siedo un po’ triste e osservo Cody e le palline. Quelle azzurre e argentate sono così belle! Ma Cody sceglie le palline rosse e dorate.
«Quest’anno i colori dell’albero di Natale sono rosso e oro!»
«Ottima scelta Cody!»
Padroncina e Amicone addobbano l‘albero e io li osservo un po’ delusa. Poi prendo una pallina azzurra e la porto nella mia cuccia.

È notte.

Amicone ha cenato da noi e poi è andato a casa. La sciarpa azzurra che mi ha regalato Padroncina è molto morbida. Ma io sono triste e non riesco a dormire. Tra le mie zampe c‘è la pallina azzurra. I colori dell‘albero di Natale, rosso e oro, proprio non mi piacciono. Adesso non sono solo triste, ma sono anche un po‘ arrabbiata. Non è giusto. Anch’io voglio scegliere i colori dell‘albero di Natale! Sono arrabbiata con tutti: con Cody, con Amicone e anche con Padroncina.

Una luce appare fuori dalla finestra. La luce si avvicina e diventa sempre più grande. Attraversa la finestra e si ferma di fronte a me.
Oddio! Un fantasma!
«Piccola mia, non mi riconosci?» chiede il fantasma.
Questa voce dolce, il suo viso… «Mamma?» chiedo incerta.
Il fantasma mi sorride.
«Mamma!»
Voglio annusarla e leccarla, ma non ci riesco. Non ha odore. Non ha consistenza.
«Cosa fai qui, mamma?» le chiedo.
«Tesoro mio, sono venuta per avvisarti. Ogni domenica prima di Natale verrà uno spirito a farti visita.»
«Uno spirito? E perché?»
La mamma scuote la testa e non risponde.
«Sei diventata così bella, piccola mia» dice e sorride dolcemente.
Poi si gira e va verso la finestra.
«Mamma, aspetta! Rimani con me ancora un po’!»
Ma la mamma non si ferma. La seguo disperata. «Aspetta, ti prego!»
Finalmente si ferma e mi guarda. Il suo sorriso è triste. «Mi dispiace, tesoro mio, ma non posso. Ma non dimenticare che sono sempre con te, nel tuo cuore.»
La mamma avvicina il suo naso al mio e riesco quasi a sentire il suo odore. Chiudo gli occhi. Mamma…

Quando li riapro, la mamma è scomparsa.

Übersetzung

Heute ist der erste Advent. Frauchen hat die erste Kerze des Adventskranzes angezündet. Es ist sehr kalt draußen. Brrr besser drinnen bleiben in der Wärme… Cody liegt auf dem Teppich vor dem Kamin und schläft ruhig. Ich liege unter dem Tisch und beobachte Frauchen. Sie häkelt. Sie macht Schals, Mützen und Socken. Jetzt macht sie gerade einen blauen Schal.
»Fertig!« Frauchen betrachtet den Schal zufrieden. Ich nähere mich neugierig.
»Schau Kira, gefällt ihn dir? Er ist für dich« sagt sie und legt mir den Schal um den Hals. Es ist warm und sehr weich.

Plötzlich klingelt es an der Tür. Ding dong. Wer wird wohl sein?
Frauchen öffnet die Tür. 
»Hi Edo!«
Ah, Kumpel ist da! Cody und ich nennen ihn Kumpel, weil er unser großer Freund ist. Ich bin froh, ihn zu sehen, ich mag ihn sehr.
Kumpel trägt einen großen Tannenbaum. Frauchen hilft ihm, den Baum ins Haus zu tragen, und sie stellen ihn vor den Kamin.
»Cody, wie wollen wir ihn dieses Jahr schmücken?«
Er hält zwei kleine Schachteln, eine mit roten und goldenen Kugeln, die andere mit blauen und silbernen Kugeln.
Hm? Warum fragt er nur Cody? Ich möchte auch entscheiden! Ich gehe glücklich näher heran, aber Frauchen hält mich auf. »Nein Kira, es tut mir leid, aber es ist Cody, der die Farben des Weihnachtsbaums auswählt. Das ist schon ein bisschen Tradition, nicht wahr, Cody?«
Das ist richtig! bellt er fröhlich.
Menno! Ich setze mich ein wenig traurig hin und beobachte Cody und die Kugeln. Die blauen und silbernen sind so hübsch! Aber Cody entscheidet sich für die roten und goldenen Kugeln.
»Dieses Jahr sind die Weihnachtsbaumfarben rot und gold!«
»Gute Wahl, Cody!«
Frauchen und Kumpel schmücken den Baum und ich schaue ihnen ein wenig enttäuscht zu. Dann nehme ich einen blauen Kugel und trage ihn in meinen Körbchen.

Es ist Nacht.

Kumpel hat bei uns zu Abend gegessen und ist dann nach Hause gegangen. Der blaue Schal, den Frauchen mir gegeben hat, ist sehr weich. Aber ich bin traurig und kann nicht schlafen. Zwischen meinen Pfoten ist der blaue Kugel. Die Farben des Weihnachtsbaums, Rot und Gold, gefallen mir gar nicht. Jetzt bin ich nicht nur traurig, sondern auch ein bisschen wütend. Das ist nicht fair. Ich möchte auch die Farben des Weihnachtsbaums auswählen! Ich bin auf alle wütend: auf Cody, auf Kumpel und sogar auf Frauchen.

Ein Licht erscheint vor dem Fenster. Das Licht kommt näher und wird größer. Es gleitet durch das Fenster und bleibt vor mir stehen.
Oh, Gott! Ein Gespenst!
»Mein Kind, erkennst du mich nicht?« fragt das Gespenst.
Diese sanfte Stimme, sein Gesicht…
»Mama?« frage ich unsicher.
Das Gespenst lächelt mich an.
»Mama!«
Ich möchte sie beschnuppern und abschlecken, aber ich kann es nicht. Sie hat keinen Geruch. Sie hat keine feste Gestalt.
»Was tust du hier, Mama?« frage ich sie.
»Schätzchen, ich bin gekommen, um dich zu warnen. Jeden Sonntag vor Weihnachten kommt ein Geist, um dich zu besuchen.«
»Ein Geist? Warum?«
Mama schüttelt den Kopf und antwortet nicht. »Du bist so hübsch geworden, mein Kind« sagt sie und lächelt sanft.
Dann dreht sie sich um und gleitet in Richtung Fenster.
»Mami, warte! Bleib noch ein bisschen bei mir!«
Aber Mami hält nicht. Ich folge ihr verzweifelt. »Warte, bitte!«

Schließlich bleibt sie stehen und sieht mich an. Ihr Lächeln ist traurig. »Es tut mir leid, Schätzchen, aber ich kann nicht. Aber vergesse nicht, dass ich immer bei dir bin, in deinem Herzen.«

Mama kommt mit ihrer Nase ganz nah an meine und ich kann sie fast riechen. Ich schließe meine Augen. Mama.

Als ich sie wieder öffne, ist Mama weg.

Capitolo due

Oggi è la seconda domenica di Avvento e Padroncina ha acceso la seconda candela della corona dell’Avvento. Ora però è spenta. Tutte le luci sono spente.

È notte.

Non riesco a dormire. Domenica scorsa è successa una cosa davvero strana… ho visto un fantasma! Ma non un fantasma qualsiasi: era lo spirito della mia mamma! Lo spirito della mamma mi ha detto che ogni domenica prima di Natale uno spirito viene a farmi visita. Ma quando arriva? Non l’ha detto. E perché? Non ha detto neanche questo. In effetti la mamma non ha detto molto ed è subito scomparsa.

Guardo la pendola. È mezzanotte meno un quarto.

Chissà se lo spirito arriva davvero? Osservo l’albero di Natale. Ogni volta che lo guardo mi sento triste e arrabbiata.

La pendola suona. Dong. Dong. Dong. Uno, due, tre. Li conto tutti. Dodici rintocchi.

È mezzanotte, l’ora degli spiriti.

Arriva? Non arriva? Non vedo nessuna luce. Non sento nessun rumore.

Mezzanotte e cinque.
Mezzanotte e dieci.
Esco prudentemente dalla cuccia e mi guardo in giro. Niente.
Che sollievo! Allora ho solo sognat…

«Scusa il ritardo! C’è un sacco di traffico a quest’ora, sai com’è… l’ora di punta…»
Guardo lo spirito a bocca aperta. L‘ora di punta?
«Sono tutti in giro a quest’ora, sai, tutti iniziano a lavorare a mezzanotte… Ma non importa, non importa! Ora sono qui e possiamo cominciare.»
Io continuo a guardarlo stupita. Che strano spirito…
In effetti, ora che lo guardo bene, mi ricorda qualcuno…
«Spirito… Lei mi assomiglia molto.»
«Ma certo! Sono il tuo passato.»
«Lei è il mio… passato?» ripeto confusa.
«O meglio, il tuo Natale passato, sì.»
«Il mio Natale passato?» ripeto ancora più confusa.
«Esatto, non sono mica uno spirito qualsiasi io. Io sono uno spirito del Natale! E mi chiamo Gratitudine» afferma lo spirito con orgoglio.
«Piacere di conoscerla, signor Gratitudine… E… ehm… cosa fa uno spirito del Natale?»
«Noi ricordiamo qual è il significato del Natale a chi l’ha dimenticato. A Natale non c’è posto per la tristezza, la rabbia, l’ingratitudine… Mia cara Kira, hai forse dimenticato come hai trascorso il tuo primo Natale?»

Il mio primo Natale? Avevo molto, molto freddo quel giorno. Lo spirito viene verso di me, sempre più vicino…
Il salotto e lo spirito sono scomparsi. Mi trovo in strada. È sera e i lampioni sono accesi. Conosco questo posto. Cammino verso un edificio abbandonato. So cosa troverò lì.
Voglio davvero andarci?
Entro nell’edificio.

In un angolo ci sono tre cuccioli. Sono sporchi e feriti. Dormono tutti vicini per tenersi al caldo, perché il pavimento è freddo e non hanno coperte.
Mia sorella, mio fratello ed io.
Siamo nati lì, quella era la nostra casa. Ma non era una bella casa. Era sporca, fredda e anche pericolosa. A volte uscivamo con la mamma per cercare qualcosa da mangiare. A me non piaceva uscire, fuori c’erano rumori forti, c’erano le macchine che passavano velocemente. C’erano gli umani.

Cercavo di dormire accanto ai miei fratelli. Avevo freddo. La mamma era andata via e non tornava. I miei fratelli ed io abbiamo iniziato a piangere. Pensavo continuamente: Quando torna la mamma? Ho tanto freddo… e tanta fame…

Ho aspettato la mamma per tanto tempo. Non l‘ho mai più rivista.

È triste osservare quella scena. Esco. Perché la mamma non è più tornata? Cos’è successo?

Una signora cammina sulla strada. Cammina lentamente perché è molto anziana. Quando passa vicino all’edificio abbandonato si ferma. Ha sentito il nostro pianto. Lentamente entra nell‘edificio.
Quando ci vede, ci copre subito con la sua sciarpa, poi ci prende in braccio e ci porta fuori.

La nonnina ci porta a casa sua. Ci mette sul tappeto e ci copre con due coperte. Ci porta dell’acqua e dei croccantini.
«Tesorini, avete fame? Mi dispiace, ho solo croccantini per gatti!»
Abbiamo una fame da lupi, non mangiamo da molte ore, forse da giorni. I croccantini sanno di pesce e sono davvero squisiti. Le ciotole sono vuote in pochi secondi.
«Accipicchia! Siete proprio affamati, eh?»
Ci porta altro cibo. Dopo aver mangiato e bevuto mi sento meglio.
«Non potevate mica passare il Natale fuori al freddo da soli, o no? Ci facciamo compagnia» dice la nonnina.

Poi si siede sul divano e guarda la TV. C’è un concerto di Natale. I miei fratelli ed io esploriamo l’appartamento. È piccolo e vecchio, ma accogliente. Un piccolo albero di Natale e un presepio sono le uniche decorazioni natalizie. Il divano è molto morbido! E il pavimento è così scivoloso! La nonnina non vive da sola. Vive con tanti gatti. I miei fratelli, i gatti ed io giochiamo tutti insieme. Anche la nonnina gioca con noi.

Non conoscevo quel lato degli umani. Anche loro possono essere gentili e amorevoli come la mamma. Ero molto felice di trovarmi al sicuro e al caldo con i miei fratelli, ma nel mio cuore ero anche un po’ triste… Chissà se anche la mamma stava passando un bel Natale?

E questo è stato il mio primo Natale.

All’improvviso tutto intorno a me comincia a girare e mi ritrovo nel mio salotto, di fronte all’albero di Natale. Tutti dormono. Guardo la pendola: è ancora mezzanotte e dieci. Corro da Padroncina, salto sul letto e mi raggomitolo accanto a lei. Che importanza ha il colore dell’albero di Natale? Ho una casa dove posso stare al caldo e una famiglia che mi vuole bene. E come la mamma mi ha detto, lei è sempre nel mio cuore.

Grata di questi doni, mi addormento.

Übersetzung

Heute ist der zweite Advent und Frauchen hat die zweite Kerze des Adventskranzes angezündet. Jetzt ist sie aber aus. Alle Lichter sind aus.
Es ist Nacht.

Ich kann nicht schlafen. Letzten Sonntag ist etwas sehr Seltsames passiert… Ich habe ein Gespenst gesehen! Aber nicht irgendein Gespenst: Es war der Geist meiner Mama! Mamas Geist hat mir gesagt, dass mich ein Geist jeden Sonntag vor Weihnachten besuchen wird. Aber wann kommt er? Das hat sie nicht gesagt. Und warum? Das hat sie auch nicht gesagt. Tatsächlich hat Mama nicht viel gesagt und sie war schnell wieder verschwunden.

Ich schaue die Pendeluhr an. Es ist Viertel vor zwölf.
Ob der Geist wirklich kommt? Ich betrachte den Weihnachtsbaum. Jedes Mal, wenn ich ihn mir anschaue, fühle ich mich traurig und verärgert.
Die Pendeluhr erklingt. Dong. Dong. Dong… Eins, zwei, drei… Ich zähle sie alle. Zwölf Schläge.
Es ist Mitternacht, die Zeit der Geister.
Kommt er? Kommt er nicht? Ich sehe kein Licht. Ich höre kein Geräusch.
Fünf nach Mitternacht.
Zehn nach Mitternacht.

Ich gehe vorsichtig aus dem Körbchen raus und schaue mich um. Nichts.
Was für eine Erleichterung! Dann habe ich alles nur geträu…
»‘tschuldige die Verspätung! Es gibt so viel Verkehr zu dieser Uhrzeit, du weißt schon… Hauptverkehrsstunde…«
Ich schaue den Geist mit offenem Mund an. Hauptverkehrstunde?
»Sie sind alle unterwegs zu dieser Uhrzeit, weißt du, alle fangen um Mitternacht an zu arbeiten… Aber macht nichts! Macht nichts! Jetzt bin ich hier und wir können anfangen.«
Ich schaue ihn weiterhin verdutzt an. Was für ein seltsamer Geist…
Tatsächlich, jetzt da ich ihn genauer betrachte, erinnert er mich an jemanden…
»Geist… Sie sehen mir sehr ähnlich.«
»Sicher doch! Ich bin deine Vergangenheit.«
»Sie sind meine… Vergangenheit?«, wiederhole ich verwirrt.
»Oder besser, dein vergangenes Weihnachten, ja.«
»Mein Weihnachten?«, wiederhole ich noch verwirrter. »Genau, ich bin doch nicht irgendein Geist. Ich bin ein Weihnachtsgeist! Und ich heiße Dankbarkeit«, behauptet der Geist stolz.
»Freut mich, Sie kennenzulernen, Herr Dankbarkeit… Und… ähm… was macht denn ein Weihnachtsgeist?«
»Wir erinnern diejenigen an die Bedeutung von Weihnachten, die sie vergessen haben. Zu Weihnachten gibt es keinen Platz für Traurigkeit, Wut, Undankbarkeit, … Meine liebe Kira, hast du vielleicht vergessen, wie du dein erstes Weihnachten verbracht hast?«

Mein erstes Weihnachten? Mir war sehr, sehr kalt an dem Tag. Der Geist kommt zu mir, immer näher…

Das Wohnzimmer und der Geist sind verschwunden. Ich befinde mich auf der Straße. Es ist Abend und die Straßenlaternen sind an. Ich kenne diesen Ort. Ich laufe auf ein verlassenes Gebäude zu. Ich weiß, was ich dort finden werde.
Will ich wirklich dorthin?
Ich gehe in das Gebäude hinein.

In einer Ecke sind drei Welpen. Sie sind dreckig und verletzt. Sie schlafen alle nah beieinander, um sich warm zu halten, weil der Boden kalt ist und sie keine Decken haben.
Mein Bruder, meine Schwester und ich.
Wir sind dort geboren, das war unser Zuhause. Aber es war kein schönes Zuhause. Es war dreckig, kalt und auch gefährlich. Manchmal gingen wir mit unserer Mama raus, um nach etwas zu essen zu suchen. Mir gefiel es nicht rauszugehen, draußen gab es laute Geräusche, gab es Autos, die schnell vorbeifuhren. Es gab Menschen.
Ich versuchte neben meinen Geschwistern zu schlafen. Mir war kalt. Mama war weggegangen und sie kam nicht zurück. Meine Geschwister und ich fingen an zu weinen. Ich dachte ständig:
Wann kommt Mama zurück? Mir ist so kalt… und ich bin so hungrig...

Ich habe lange auf Mama gewartet. Ich habe sie nie wieder gesehen.

Es ist sehr traurig, sich diese Szene anzuschauen. Ich gehe raus. Warum ist Mama nicht mehr zurückgekommen? Was ist passiert?
Eine Frau geht auf der Straße. Sie geht langsam, weil sie sehr alt ist. Als sie neben dem verlassenen Gebäude vorbeigeht, hält sie an. Sie hat unser Weinen bemerkt. Sie geht langsam in das Gebäude hinein. Als sie uns sieht, bedeckt sie uns mit ihrem Schal, dann nimmt sie uns in ihre Arme und bringt uns nach draußen. 

Die Omi bringt uns zu ihr nach Hause. Sie legt uns auf den Teppich und bedeckt uns mit zwei Decken. Sie bringt uns etwas Wasser und Trockenfutter.
»Schätzchen, seid ihr hungrig? Es tut mir Leid, ich habe nur Trockenfutter für Katzen!«
Wir haben einen Bärenhunger. Wir essen seit vielen Stunden, vielleicht sogar seit Tagen nichts mehr. Das Futter schmeckt nach Fisch und ist sehr lecker. Die Schalen sind innerhalb von wenigen Sekunden leer. 
»Donnerwetter! Ihr seid richtig hungrig, oder was?«
Sie bringt uns noch mehr Futter. Nachdem ich gegessen und getrunken habe, fühlte ich mich besser.
»Ihr konntet doch Weihnachten nicht alleine da draußen in der Kälte verbringen, oder? Wir leisten uns Gesellschaft.«

Dann setzt sie sich auf die Couch und sieht fern. Es gibt ein Weihnachtskonzert. Meine Geschwister und ich entdecken die Wohnung. Sie ist sehr klein und alt, aber gemütlich. Ein kleiner Weihnachtsbaum und ein Krippenspiel sind die einzigen Weihnachtsdekorationen. Das Sofa ist sehr weich! Und der Boden ist so rutschig! Die Omi lebt nicht alleine. Sie lebt mit vielen Katzen. Meine Geschwister, die Katzen und ich spielen alle zusammen. Sogar Omi spielt mit uns.

Ich kannte diese Seite der Menschen nicht. Sie können auch freundlich und liebevoll sein, wie Mutti. Ich war sehr froh, mich in Sicherheit und im Warmen mit meinen Geschwistern zu befinden, aber in meinem Herzen war ich etwas traurig… ob auch Mama gerade ein schönes Weihnachten verbringt?

Das war mein erstes Weihnachten.

Plötzlich dreht sich alles um mich und ich befinde mich wieder im Wohnzimmer, vor dem Weihnachtsbaum. Alle schlafen. Ich schaue die Pendeluhr an. Es ist immer noch zehn nach Mitternacht. Ich laufe zu Frauchen, hüpfe auf ihr Bett und rolle mich neben ihr ein. Wen interessiert die Farbe der Weihnachtskugeln? Ich habe ein Zuhause, wo ich im Warmen bleiben kann und eine Familie habe, die mich liebt. Und wie Mama mir gesagt hat, bleibt sie immer in meinem Herzen. Dankbar für dieses Geschenk, schlafe ich ein.

Capitolo tre

Oggi è la terza domenica di Avvento. La prima, la seconda e la terza candela della nostra corona dell’Avvento hanno illuminato la casa tutto il giorno.

Ora sono nella mia cuccia e aspetto lo spirito del Natale. La pendola suona la mezzanotte. Dong. Dong. Dong. Dodici rintocchi.
Ancora nessuna luce. Anche questo spirito arriva in ritardo?

Poi sento una vocina. «Ehi! Ehi, Kira! Qui sotto!»
Sotto dove? Mi guardo in giro e poi noto una luce sotto l’albero di Natale.
«Buona sera Kira!»
«Ehm… buona sera.»
Lo spirito è davvero piccolo. Ha le orecchie a punta e anche un cappello a punta. Sembra un folletto… Vicino a lui c’è un libro che è quasi più grande di lui.
«Sai chi sono io, vero?» chiede lo spirito e tira fuori dalla tasca un paio di occhiali rotondi.
«Uno spirito del Natale?»
«Esatto. Mi chiamo Altruismo» dice lo spirito e comincia a sfogliare le pagine del suo grande libro.
«Che cosa stai facendo?»
«Cerco il tuo nome» dice lo spirito. «Ecco qua!» esclama alla fine. Soddisfatto indica con il dito una pagina. Io la guardo.
«Non capisco niente! Che lingua è?» esclamo delusa.
«Ah giusto, è la lingua degli spiriti.»
«Ma perché c’è il mio nome in quel libro?»
«In questo libro ci sono tutti i nomi. E molte altre informazioni.»
«Per esempio?»
«Per esempio che ieri hai rubato tre sacchettini di biscotti di Natale e li hai mangiati tutti.» Ops.
«Comunque» aggiunge lui, «ci sono anche informazioni utili, come i nomi e gli indirizzi dei tuoi fratelli. Oggi andiamo a trovarli.»
«Davvero? Che bello!» esclamo felice.
Lo spirito chiude il libro e quello scompare, come per magia. E poi salta sulla mia schiena.
«Fantastico! Ho sempre sognato di cavalcare un cane!» Poi versa un po‘ di polvere luccicante sulla mia testa. Sorpresa, mi alzo, ma le mie zampe non toccano più il pavimento. Accipicchia, sto volando!
«Ti piace la mia polvere magica?» chiede lo spirito allegramente. «Adesso sei come uno spirito: nessuno ti può vedere o sentire, puoi passare attraverso i muri e puoi anche volare. E ora, si parte!»

E così volo nella notte. Non ci sono nuvole e si vedono tante stelle. Fa un po‘ freddo, ma per fortuna indosso la mia bella sciarpa che mi scalda.
Dopo un po’ lo spirito esclama: «Ecco la fattoria! Siamo arrivati.»
La fattoria si trova su una collina e io atterro sul prato di fronte alla stalla. È tutto molto silenzioso, solo delle campane si sentono in lontananza.
Lentamente, entro nella stalla. Ci sono tantissime capre e pecore e tutte dormono tranquille. In un angolo dormono anche dei cani.
«Guarda, Spirito! Quello è il mio fratellone»
Mio fratello dorme profondamente, raggomitolato sulla paglia.
«La paglia non sembra molto comoda… Perché non ha una bella cuccia per dormire?»
«Vedi Kira, tuo fratello è un cane da protezione delle greggi.»
«Un cane da protezione… di che cosa?»
«Un cane da protezione delle greggi» ripete lo spirito. «Vuol dire che protegge le pecore e le capre. Lui e gli altri cani dormono qui perché proteggono gli animali anche di notte.»
«Sono come degli angeli custodi delle pecore e delle capre?»
Lo spirito ride. «Esatto, degli angeli custodi. A lui non interessa avere una cuccia comoda o una sciarpa morbida. A lui interessa solo proteggere il gregge e rendere fiero il suo padrone. Lui lavora duro, ma lavora sempre per gli altri. E lo fa con grande passione.»
Io non so cosa dire. Sono molto impressionata.
«Vieni Kira, andiamo» dice lo spirito ed esce.
Io vado da mio fratello, gli do un bacio e sussurro: «Sono fiera di te.»
Mio fratello apre gli occhi e si guarda in giro, ma non può né vedermi né sentirmi. Buon Natale, fratellone.

Esco e ripartiamo. Durante il viaggio penso al mio fratellone. È proprio un bravo cane! Lavora tanto e pensa sempre agli altri… Chissà se anche la mia sorellina vive con pecore e capre? Ma quando lo spirito dice «Siamo arrivati!», non atterro in una fattoria. Anche questo posto è molto grande, ma non c’è nessuna stalla. Ci sono solo gabbie. Tante gabbie.
«Dove ci troviamo?»
«Siamo in un canile» risponde lo spirito. «Qui vivono i cani che non hanno una famiglia.»
«Che non hanno una famiglia?» ripeto scioccata. «E perché non hanno una famiglia?»
«Ah, ci sono diversi motivi. Alcuni cani sono nati sulla strada e nessuno li ha adottati, altri avevano una famiglia, ma poi la famiglia non poteva o non voleva più tenerli…»
La famiglia… non li voleva più?
«Ma è terribile!» esclamo ancora più scioccata. «Aspetta, non mi dire che… non mi dire che mia sorella è qui!»
Senza aspettare la risposta, corro da una gabbia all’altra. Alcuni cani dormono, altri abbaiano, altri piangono. Tutti gli occhi trasmettono una grande tristezza.

E poi, eccola lì. Sta dormendo raggomitolata in un angolo della gabbia. Le coperte sono vecchie, il suo cuscino è rotto. Lei è molto magra, scheletrica, e piuttosto sporca. Perché? Perché si trova qui?
«Che fortuna che hai tu, Kira! Hai una casa, una famiglia che ti vuole bene e quest’anno trascorrerai un bellissimo Natale… tua sorella invece non ha niente.»
E per la seconda volta questa notte, non so cosa dire.
Una lacrima scorre sul mio viso e cade sul pavimento freddo.
«Qualcuno deve aiutarla… tutti questi cani hanno bisogno di aiuto! Perché le persone non li adottano? Li adotto io! Tutti! Possono venire a vivere a casa mia!»
Lo spirito scuote la testa. «Mia cara Kira, purtroppo non è così semplice. Non puoi adottarli tutti. Non puoi salvare tutti i cani del mondo. Possiamo solo sperare che presto trovino una famiglia.»
Lo spirito ha ragione, ma non mi piace. Restiamo in silenzio per un po‘. Poi mi tolgo la bella sciarpa che mi ha fatto Padroncina e la metto dolcemente al collo di mia sorella.
«Lei ne ha più bisogno. Fa piuttosto freddo qui…»
Buon Natale, sorellina.

E poi torniamo a casa.

Übersetzung
 

Heute ist der dritte Advent. Die erste, die zweite und die dritte Kerze unseres Adventskranzes haben das Haus den ganzen Tag erleuchtet. Jetzt bin ich in meinem Körbchen und warte auf den Weihnachtsgeist.

Die Pendeluhr erklingt um Mitternacht. Dong. Dong. Dong. Zwölf Schläge. Es gibt immer noch kein Licht. Kommt auch dieser Geist zu spät? Dann höre ich eine piepsende Stimme. »Hey! Hey, Kira! Hier unten!«
Unten wo? Ich schaue mich um und dann bemerke ich ein Licht unter dem Weihnachtsbaum. 
»Guten Abend Kira!«
»Ähm… Guten Abend.»
Der Geist ist richtig klein. Er hat spitze Ohren und auch einen Spitzhut. Er sieht wie ein Wichtel aus… Neben ihm gibt es ein Buch, fast größer als er.
»Du weißt, wer ich bin, oder?«, fragt der Geist und holt eine runde Brille aus der Tasche.
»Ein Weihnachtsgeist?«
»Genau. Und ich heiße Selbstlosigkeit«, sagt der Geist und fängt an, in seinem großen Buch zu blättern.
»Was machst du denn?«
»Ich suche nach deinem Namen« sagt der Geist. »Hier ist es!« sagt er schließlich. Zufrieden zeigt er mit dem Finger auf eine Seite. Ich schaue sie an.
»Ich verstehe nicht! Was für eine Sprache ist es?«, sage ich enttäuscht.
»Ach ja, richtig. Das ist die Sprache der Geister.«
»Aber warum gibt es meinen Namen in diesem Buch?«
»In diesem Buch gibt es alle Namen. Und viele weitere Informationen.«
»Zum Beispiel?«
»Zum Beispiel, dass du gestern drei Tütchen mit Weihnachtskeksen geklaut und aufgegessen hast.« Ups.
»Jedenfalls« fügt er hinzu, »gibt es auch nützliche Informationen, wie die Namen und Adressen deiner Geschwister. Heute gehen wir sie besuchen.«
»Echt? Wie schön!« sage ich glücklich.
Der Geist macht das Buch zu und dieses verschwindet auf magische Weise. Und dann hüpft er auf meinen Rücken. 
»Großartig! Ich habe immer davon geträumt auf einem Hund zu reiten!«
Dann schüttet er ein bisschen glitzerndes Pulver auf meinen Kopf. Überrascht stehe ich auf, aber meine Pfoten berühren den Boden nicht mehr. Donnerwetter, ich fliege!
»Gefällt dir mein Zauberpulver?«, fragt der Geist fröhlich. »Jetzt bist du wie ein Geist: Niemand kann dich sehen oder hören, du kannst durch die Wände gehen und sogar fliegen. Und jetzt, los!«

Und so fliege ich in die Nacht. Es gibt keine Wolke und man kann viele Sterne sehen. Es ist ein bisschen kalt, aber zum Glück trage ich meinen schönen Schal, der mich aufwärmt.

Nach einer Weile ruft der Geist: »Da ist der Bauernhof! Wir sind da.«
Der Bauernhof befindet sich auf einem Hügel und ich lande auf der Wiese vor dem Stall. Es ist alles sehr ruhig, nur Glocken sind in der Ferne zu hören. Langsam betrete ich den Stall. Es gibt viele Ziegen und Schafe und sie alle schlafen ruhig. In einer Ecke schlafen auch Hunde.
»Guck, Geist! Der da ist mein großer Bruder«
Mein Bruder schläft tief und fest, eingerollt auf dem Stroh. »Das Stroh sieht nicht so bequem aus… Warum hat er kein schönes Körbchen zum Schlafen?«
»Schau Kira, dein Bruder ist ein Herdenschutzhund.«
»Ein wie… was… Schutzhund?«
»Ein Herdenschutzhund«, wiederholt der Geist. »Das bedeutet, dass er Schafe und Ziegen beschützt. Er und die anderen schlafen hier, weil sie die Tiere auch nachts beschützen.«
»Sind sie wie Schutzengel für Schafe und Ziegen?«
Der Geist lacht. »Genau, wie Schutzengel. Ihn interessiert es nicht, ein bequemes Körbchen und einen weichen Schal zu haben. Ihn interessiert es nur die Herde zu schützen und sein Herrchen stolz zu machen. Er arbeitet hart, aber er arbeitet immer für die anderen. Und er macht das mit großer Leidenschaft.«
Ich weiß nicht, was ich sagen soll. Ich bin sehr beeindruckt. »Komm Kira, wir gehen.« sagt der Geist und geht raus.
Ich gehe zu meinem Bruder, gebe ihm einen Kuss und flüstere: »Ich bin stolz auf dich.«
Mein Bruder öffnet die Augen und schaut sich um, aber er kann mich weder sehen noch hören.
Frohe Weihnachten, großer Bruder.

Ich gehe raus und wir fliegen wieder los. Während des Fluges denke ich an meinen Bruder. Er ist richtig ein braver Hund! Er arbeitet viel und denkt immer an die anderen… Ob meine kleine Schwester auch mit Schafen und Ziegen lebt?

Aber als der Geist sagt »Wir sind da!«, lande ich nicht auf einem Bauernhof. Auch dieser Ort ist groß, aber es gibt keinen Stall. Es gibt nur Käfige. Viele Käfige.
»Wo sind wir?«
»Wir sind in einem Tierheim«, antwortet der Geist. »Hier leben die Hunde, die keine Familie haben.«
»Die keine Familie haben?« wiederhole ich schockiert. »Und warum haben sie denn keine Familie?«
»Ach, es gibt verschiedene Gründe. Einige Hunde sind auf der Straße geboren und niemand hat sie adoptiert, andere hatten eine Familie, aber dann konnte oder wollte die Familie sie nicht mehr haben…«
Die Familie… wollte sie nicht mehr?
»Das ist doch schrecklich!« rufe ich noch mehr entsetzt. »Warte mal, sag nicht, dass… sag nicht, dass meine Schwester hier ist!« Ohne auf die Antwort zu warten, renne ich von einem Käfig zum anderen. Einige Hunde schlafen, andere bellen, andere weinen. Alle Augen drücken große Traurigkeit aus.

Und dann, da ist sie. Sie schläft eingerollt in einer Ecke des Käfigs. Die Decken sind alt, das Kissen ist kaputt. Sie ist sehr dünn, abgemagert, und ziemlich dreckig.
Warum? Warum befindet sie sich hier?
»Was für ein Glück hast du, Kira! Du hast ein Zuhause, eine Familie, die dich liebt, und dieses Jahr wirst du ein wunderschönes Weihnachten verbringen… deine Schwester hat hingegen nichts.«
Und zum zweiten Mal heute Abend weiß ich nicht, was ich sagen soll. Eine Träne läuft über mein Gesicht und fällt auf den kalten Boden.
»Jemand muss ihr helfen… alle Hunde hier brauchen Hilfe! Warum adoptieren die Menschen sie nicht? Ich adoptiere sie! Alle! Sie können bei mir zu Hause leben!«
Der Geist schüttelt den Kopf. »Ach, meine liebe Kira, leider ist es nicht so einfach. Du kannst nicht alle adoptieren. Du kannst nicht Hunde der Welt retten. Wir können nur hoffen, dass sie bald eine Familie finden.«
Der Geist hat Recht, aber das gefällt mir nicht.
Wir bleiben ein bisschen still. Dann ziehe ich den schönen Schal aus, den mir Frauchen gemacht hat, und ich wickle ihn liebevoll um den Hals meiner Schwester.
»Sie braucht ihn mehr. Es ist ziemlich kalt hier…«
Frohe Weihnachten, Schwesterchen.

Und dann kehren wir nach Hause zurück.

Capitolo quattro

Oggi è la quarta domenica di Avvento. Padroncina ha finalmente acceso tutte le candele della corona dell’Avvento. Il Natale sta arrivando. Come passa il tempo…

Ora è notte e sono molto agitata. Cammino avanti e indietro davanti all’albero di Natale e aspetto impaziente il prossimo spirito.
La pendola suona finalmente la mezzanotte. Dong. Dong. Dong.
Mi guardo in giro e cerco la luce. Dai spirito, fai in fretta…
Finalmente appare fuori dalla finestra. Si avvicina velocemente e diventa sempre più grande. Diventa molto grande…

«Buona sera Kira. Io sono uno spirito del Natale e il mio nome è Amore. Sono l’ultimo spirito che incontrerai quest’anno.»
Questo spirito ha le corna, gli zoccoli e un lungo muso.
«Spirito! Devi assolutamente portarmi da mia sorella! Dobbiamo aiutarla!» esclamo agitata e inizio a parlare senza sosta. «Ho preparato alcune cose per lei, una coperta, qualcosa da mangiare, dei giocattoli, poi dobbiamo fare un piano per…»
«Kira, calmati.»
«Calmarmi? Mia sorella si trova in canile e tu mi dici di calmarmi?!»
«Shhh Kira, vuoi svegliare tutti? Adesso vieni con me. Ti mostro come tua sorella trascorrerà il prossimo Natale.»
«Il prossimo Natale?»
«Esatto. Con gli altri spiriti hai visto il passato e il presente. Io ti mostro il futuro. Allora, vuoi vedere come tua sorella trascorrerà il prossimo Natale?» chiede di nuovo lo spirito.
«Ma certo!» rispondo subito. Poi aggiungo incerta: «È un bel futuro?»
Lo spirito non risponde.
«Dai, salta su!» dice mostrandomi la schiena. Sopra c’è una bellissima sella.
«Dai, Kira! O vuoi rimanere qui?»
«No no!»
Corro a prendere il regalo per mia sorella e poi salto sulla sua schiena.
«E ora, tieniti forte! Si parte!»

Ci troviamo in un posto molto luminoso. Ci sono orologi di diverse forme e dimensioni e anche decine, no, centinaia di porte! Su una porta c’è scritto: Natale 2026. Guardo la porta dopo: Natale 2101. Su un’altra porta leggo: Natale 2032. Pazzesco!
Cerchiamo la porta giusta e alla fine la troviamo. Apriamo la porta e una forte luce mi abbaglia.

Lo spirito sta galoppando velocemente nella notte. Ci troviamo in montagna e tutto è coperto di neve. Ci sono alcune case, dei negozi e vedo anche un impianto sciistico in lontananza. Attraversiamo una piccola piazza con una fontana e una chiesetta. Lo spirito si ferma davanti a una baita.
«Mia sorella si trova qui?»
«Guarda» dice lui e indica la finestra.
La baita è molto accogliente e addobbata per Natale. Il camino è acceso. Delle persone sono sedute ad un grande tavolo di legno. Mangiano e chiacchierano allegramente. Sul grosso tappeto al centro della baita due bambini giocano con un cane. Un cane con una sciarpa azzurra.
Non credo ai miei occhi. Mia sorella sta bene. Ha una famiglia. È felice!
«Tua sorella ha trovato una famiglia poche settimane dopo Natale»
«Vivono qui?»
«Questa è la loro baita di montagna. Vengono qui spesso durante le vacanze a sciare e a fare escursioni. Quest’anno festeggiano il Natale con degli amici e ora stanno facendo il tradizionale cenone di Natale.»
Evidentemente sono già alla fine, perché una donna esclama: «Bambini, venite a mangiare il dolce!»
Ci sono sia il pandoro che il panettone e tutti ne mangiano una, due, tre fette. Anche i bambini mangiano felici una fetta di pandoro e spargono zucchero a velo dappertutto, anche sulla testa della mia sorellina.
È molto buffa con la testa bianca e tutti ridono, io compresa.

«Kira, ora dobbiamo andare. Vuoi lasciare il regalo per tua sorella qui davanti alla porta?» chiede lo spirito.
«Beh, ora non ne ha più bisogno… ma è sempre bello fare un regalo!» E appoggio con delicatezza il regalo sullo zerbino.
«Sono sicuro che le farà piacere» dice lo spirito soddisfatto.
Buon Natale, sorellina.

Un salto e… siamo di nuovo nel posto luminoso con le porte.
«Ehi spirito! Posso vedere anche il mio Natale futuro?»
Lo spirito annuisce. «In quale anno vuoi andare?»
«Facciamo… tra quattro anni?»
Di nuovo una forte luce mi abbaglia.

Quando apro gli occhi vedo la mia casa, proprio come la conosco. È giorno e una coppia sta camminando sul marciapiede con due cani e una carrozzina.
«Accipicchia! Quella sono io…?»
Come sono cresciuta! Di fianco a me c‘è Cody e dietro di noi ci sono Padroncina e Amicone. Padroncina ha i capelli un po‘ più corti e Amicone ha la barba lunga. E c’è anche una carrozzina! Un bimbo! No aspetta, sono due! Gemelli? Non credo ai miei occhi.
Felicissima, salto giù dalla sella dello spirito-renna e li seguo in casa. È sicuramente la mattina di Natale: hanno scartato da poco i regali e alcuni pezzi di carta da regalo sono ancora in giro.
«Sei soddisfatta del tuo futuro?» mi chiede lo spirito.
Io annuisco. Una famiglia felice è tutto quello che desidero.

Sono di nuovo a casa, ma questa volta nel presente. Di fronte a me c’è il nostro albero con le palline rosse e dorate. Con mia grande sorpresa noto anche una pallina azzurra appesa ad un ramo. Evidentemente Padroncina l‘ha trovata nella mia cuccia e l‘ha appesa all’albero… grazie Padroncina. Ma ora non sono più arrabbiata. Non mi importa più. E ammetto che anche le palline rosse e dorate sono molto belle!

Di fianco a me lo spirito annuisce soddisfatto.
«Addio Kira. Ora sei pronta a vivere il Natale con lo spirito giusto. Hai imparato tanto. Non dimenticare mai di essere grata per quello che hai e quello che gli altri fanno per te. Non dimenticare mai di aiutare gli altri e di essere sempre generosa. Non dimenticare mai di amare gli altri.»
E con queste sagge parole lo spirito scompare.

Übersetzung

Heute ist der vierte Advent. Frauchen hat endlich alle Kerzen des Adventskranzes angezündet. Weihnachten kommt. Wie die Zeit vergeht…

Jetzt ist es Nacht und ich bin sehr aufgeregt. Ich gehe vor dem Weihnachtsbaum hin und her und warte ungeduldig auf den nächsten Geist.

Die Pendeluhr erklingt endlich um Mitternacht. Dong. Dong. Dong.
Ich schaue mich um und suche nach dem Licht. Komm Geist, beeil dich…
Endlich taucht es vor dem Fenster auf. Es kommt schnell näher und wird immer größer. Es wird sehr groß…
»Guten Abend Kira. Ich bin ein Weihnachtsgeist und mein Name ist Liebe. Ich bin der letzte Geist, den du dieses Jahr treffen wirst.«
Dieser Geist hat ein Geweih, Hufe und eine lange Schnauze.
»Geist! Du musst mich unbedingt zu meiner Schwester bringen! Wir müssen ihr helfen!« sage ich unruhig und fange an, pausenlos zu reden. »Ich habe einige Dinge für sie vorbereitet, eine Decke, etwas zu essen, Spielzeuge, dann müssen wir einen Plan machen um…«
»Kira, beruhige dich.«
»Mich beruhigen? Meine Schwester befindet sich in einem Tierheim und du sagst mir, ich soll mich beruhigen?»
»Schhh Kira, willst du alle wecken? Jetzt komm mit mir. Ich zeige dir, wie deine Schwester nächstes Weihnachten verbringen wird.« »Nächstes Weihnachten?«
»Genau, mit den anderen Geistern hast du die Vergangenheit und die Gegenwart gesehen. Ich zeige dir die Zukunft. Nun, möchtest du sehen, wie deine Schwester nächstes Weihnachten verbringen wird?«, fragt der Geist erneut.
»Sicher doch!«, antworte ich sofort. Dann füge ich unsicher hinzu: »Ist es eine schöne Zukunft?«
Der Geist antwortet nicht. »Komm, steige auf!« sagt er und zeigt mir seinen Rücken.
Darauf gibt es einen wunderschönen Sattel.
»Komm Kira! Oder willst du hier bleiben?«
»Nein nein!«
Ich renne los, um das Geschenk für meine Schwester zu holen und dann hüpfe ich auf seinen Rücken.
»Und jetzt, halte dich fest! Los geht‘s!«

Wir befinden uns an einem sehr hellen Ort. Es gibt Uhren in unterschiedlichen Formen und Größen und auch dutzende, nein, hunderte von Türen! Auf einer Tür steht: Weihnachten 2026. Ich schaue die nächste Tür an: Weihnachten 2101. Auf einer anderen Tür lese ich: Weihnachten 2032. Wahnsinn! Wir suchen nach der richtigen Tür und schließlich finden wir sie. Wir öffnen die Tür und ein starkes Licht blendet mich.

Der Geist galoppiert schnell durch die Nacht. Wir befinden uns auf einem Berg und alles ist schneebedeckt. Es gibt Häuser, Geschäfte und ich sehe auch eine Skianlage in der Ferne. Wir überqueren einen kleinen Platz mit einem Brunnen und einer kleinen Kirche. Der Geist hält vor einer Hütte.
»Ist meine Schwester hier?«
»Guck« sagt er und zeigt auf das Fenster.

Die Hütte ist sehr behaglich und für Weihnachten dekoriert. Der Kamin ist an. Einige Menschen sitzen an einem großen Holztisch. Sie essen und plaudern fröhlich. Auf dem großen Teppich in der Mitte der Hütte spielen zwei Kinder mit einem Hund. Einem Hund mit einem hellblauen Schal. 
Ich traue meinen Augen nicht Meiner Schwester geht‘s gut. Sie hat eine Familie. Sie ist glücklich!
»Deine Schwester hat wenige Wochen nach Weihnachten eine Familie gefunden«
»Wohnen sie hier?«
»Das ist ihre Berghütte. Sie kommen hier häufig während der Ferien, um Ski zu fahren und um zu wandern. Dieses Jahr feiern sie Weihnachten mit Freunden und jetzt machen sie das traditionelle Weihnachtsessen.«
Offensichtlich sind sie schon am Ende angelangt, da eine Frau ruft: »Kinder, kommt den Nachttisch essen!«
Es gibt sowohl Pandoro als auch Panettone und alle essen eins, zwei, drei Stücke! Auch die Kinder essen glücklich ein Stück Pandoro und verstreuen das Puderzucker überall, auch auf den Kopf meiner Schwester.
Sie sieht sehr lustig aus mit dem weißen Kopf und alle, auch ich, lachen.

»Kira, jetzt müssen wir gehen. Möchtest du das Geschenk für deine Schwester hier vor der Tür lassen?«, fragt mich der Geist.

»Naja, sie braucht es jetzt nicht mehr… aber es immer schön, ein Geschenk zu machen!« Und ich lege es sachte auf die Fußmatte.
»Ich bin sicher, dass sie sich freuen wird« sagt der Geist zufrieden.
Frohe Weihnachten, Schwesterchen.

Ein Sprung und… wir sind wieder an dem hellen Ort mit den Türen.

»Hey Geist! Darf ich mein zukünftiges Weihnachten auch sehen?«
Der Geist nickt. »In welches Jahr möchtest du gehen?«
»Sagen wir… in vier Jahren?«
Wieder blendet mich ein starkes Licht.

Als ich die Augen wieder öffne, sehe ich mein Haus, genauso wie ich es kenne. Es ist Tag und ein Paar spaziert mit zwei Hunden und einem Kinderwagen auf dem Gehweg vor dem Tor.
»Donnerwetter! Bin ich das…?«
Wie groß ich geworden bin! Neben mir ist Cody und hinter uns Frauchen und Kumpel. Frauchen hat ein bisschen kürzere Haare und Kumpel hat einen langen Bart. Und auch ein Kinderwagen! Ein Kind! Nein, Moment mal… zwei Kinder! Zwillinge? Ich traue meinen Augen nicht. 

Sehr glücklich hüpfe ich von dem Sattel des Rentiergeistes herunter und folge ihnen in das Haus. Es ist bestimmt Weihnachtsmorgen: Sie haben vor Kurzem die Geschenke ausgepackt und einige Stücke des Geschenkpapiers liegen immer noch herum.
»Bist du mit deiner Zukunft zufrieden?«
Ich nicke. Eine glückliche Familie ist alles, was ich mir wünsche.

Ich bin wieder zu Hause, aber dieses Mal in der Gegenwart. Vor mir steht unser Weihnachtsbaum mit roten und goldenen Kugeln. Zu meiner Überraschung bemerke ich auch eine hellblaue Kugel, die an einem Ast hängt. Offensichtlich hat Frauchen sie in meinem Körbchen gefunden und sie an den Baum aufgehängt… danke Frauchen. Aber jetzt bin ich nicht mehr verärgert. Es ist mir egal. Und ich gebe es zu, auch die roten und goldenen Kugeln sind sehr schön!

Neben mir nickt der Geist zufrieden.
»Lebe wohl Kira. Jetzt bist du bereit, Weihnachten in der richtigen Stimmung zu erleben. Du hast viel gelernt. Vergiss niemals immer dankbar zu sein, für was du hast und für das, was die anderen für dich tun. Vergiss niemals den anderen zu helfen und immer großzügig zu sein. Vergiss niemals die anderen zu lieben.«
Und mit diesen weisen Worten verschwindet der Geist.

Epilogo

È la mattina di Natale e siamo a casa dei genitori di Padroncina. Tutti dormono profondamente.

Quasi tutti. Cody ed io non riusciamo più a dormire, siamo molto agitati. È Natale! Quando si svegliano? La pendola dice che sono già le nove. Hanno dormito abbastanza, non c’è dubbio. Cody ed io corriamo in camera da letto, saltiamo sul letto e abbaiamo. Sveglia! Sveglia! È Natale!

Padroncina borbotta qualcosa e si gira dall’altra parte. Cody ed io le lecchiamo la faccia.

«Ok va bene, mi arrendo! Sono sveglia!»

Buon giorno Padroncina!

Padroncina si alza, si veste e scende in salotto. Intanto anche gli altri si sono svegliati e arrivano sbadigliando. Tutti si radunano intorno all’albero di Natale e iniziano a scartare i regali.

Tutti sono molto felici, sorridono, si abbracciano e dicono «Buon Natale!» e «Grazie mille!» e «Che bel regalo!»

Poi Padroncina nota un pacchettino nascosto dietro all’albero e legge il bigliettino: «Per Kira e Cody da… Babbo Natale!»

Ma allora non porta i regali solo ai bambini buoni… anche ai cani buoni!
Sono molto emozionata. Cosa ci avrà regalato?

Apriamo il pacchetto e dentro ci sono dei biscotti a forma di renna. Che regalo meraviglioso!

Ma il regalo più bello non è da scartare. Vado da Cody e Padroncina e abbaio felice. Vi voglio bene! Padroncina ci abbraccia. «Buon Natale, cuccioli miei.»

Una luce vicino all’albero attira la mia attenzione. Mia mamma è lì e mi sorride.

Buon Natale anche a te, mamma.

Übersetzung

Es ist Weihnachtsmorgen und wir sind bei Frauchens Eltern. Alle schlafen tief und fest. Fast alle. Cody und ich können nicht mehr schlafen, wir sind sehr aufgeregt. Es ist Weihnachten! Wann wachen sie auf? Die Pendeluhr sagt, dass es bereits um neun ist. Sie haben genug geschlafen, ohne Zweifel. Cody und ich rennen ins Schlafzimmer, hüpfen auf das Bett und bellen. Aufwachen! Aufwachen! Es ist Weihnachten!

Frauchen murmelt etwas und dreht sich auf die andere Seite. Cody und ich schlecken ihr Gesicht ab.
»Ok, ist gut, ich gebe auf! Ich bin wach!«

Guten Morgen Frauchen!

Frauchen steht auf, zieht sich an und geht nach unten in das Wohnzimmer. In der Zwischenzeit sind die anderen auch aufgewacht und sie kommen gähnend. Sie versammeln sich alle um den Weihnachtsbaum und fangen an, die Geschenke auszupacken. Alle freuen sich über die Geschenke, lächeln, umarmen sich und sagen »Frohe Weihnachten!« und »Vielen Dank!« und »Was für ein schönes Geschenk!«

Dann bemerkt Frauchen ein kleines, verstecktes Päckchen unter dem Baum und liest auf dem Zettelchen: »Für Kira und Cody von… dem Weihnachtsmann!«
Also bringt er nicht nur Geschenke für die guten Kinder… sondern auch für die guten Hunde!

Ich bin sehr aufgeregt. Was wird uns er wohl geschenkt haben? Wir machen das Päckchen auf und darin gibt es rentierförmige Kekse. Was für ein tolles Geschenk!

Aber das beste Geschenk ist nicht zum Auspacken. Ich gehe zu Cody und Frauchen und belle glücklich. Ich habe euch lieb! Frauchen umarmt uns. »Frohe Weihnachten meine Süßen.« Neben dem Baum fällt mir ein Licht auf. Meine Mama ist da und lächelt mich an. Frohe Weihnachten dir auch, Mama.

*Fine*

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