Il pupazzo di neve (A2)

Eine sehr alte Weihnachtskugel und ein sprechender Schneemann. Für Kira und Cody ist es wieder einmal kein gewöhnliches Weihnachten!

Erzählt aus einer lustigen Hundeperspektive!

Il pupazzo di neve, eine Weihnachtsgeschichte auf Italienisch der Reihe Storie facili in italiano von Italiano Bello zum Italienisch lernen und lesen! 

Storie facili in italiano • Il pupazzo di neve

CAPITOLO 1

«Allora, pronti per fare l’albero?» 
Io e Cody stavamo dormendo davanti al camino, ma a quelle parole ci siamo alzati e abbiamo iniziato ad abbaiare agitati.
Certo! Che domande! Quando iniziamo?
Era l’otto dicembre: il giorno dell’Immacolata, degli addobbi e dell’albero di Natale. Come ogni anno c’era anche Amicone ad aiutarci. Amicone è il mio umano preferito! Dopo Padroncina, ovviamente.
Siamo andati in soffitta a prendere gli addobbi. La soffitta era buia e polverosa e c’erano tanti scatoloni. Padroncina ha aperto la finestra per cambiare aria.
Gli addobbi natalizi si trovavano in un angolo, vicino alla finestra. Padroncina e Amicone li hanno presi e li hanno portati giù. Stavo per scendere anch’io, quando ho sentito un rumore. Mi sono girata e ho visto un uccello. Era entrato dalla finestra.
Ehi, tu non puoi stare qui! ho abbaiato io agitata. Via, via!
Sono corsa verso l’uccello, ma lui volava di qua e di là e non riuscivo a prenderlo. Anch’io correvo di qua e di là. Via, via! Abbaiavo.
«Kira!»
Era Padroncina, arrabbiata.
Mi sono fermata e mi sono guardata in giro. Molti scatoloni erano caduti e si erano aperti, vecchi vestiti, giocattoli e libri erano sparsi sul pavimento in disordine.
Intanto l’uccello era volato fuori dalla finestra. Finalmente.
«Kira, guarda cos’hai combinato! Che disastro!»
Ma c’era un uccello! ho abbaiato io.
«Dai, non è successo niente» ha detto Amicone e ha iniziato a raccogliere le cose e rimetterle negli scatoloni. «Guarda, abbiamo dimenticato una pallina per l’albero!»
Amicone le ha mostrato una pallina di Natale. Padroncina l’ha presa e l’ha osservata. Era bianca e azzurra. Sopra c’era dipinto un pupazzo di neve. Sembrava molto antica. Era stupenda.
«Non conosco questa pallina…» ha detto lei pensierosa.
«Guarda, era qui dentro» Amicone le ha mostrato una piccola, vecchia scatola. Dentro c’era un bigliettino:

Natale 1900

Per Anna 

Che la magia del Natale sia sempre con te.

La tua amica Amelia

«Hai visto la data? 1900! Questa pallina di Natale ha più di 100 anni!» ha detto Amicone stupito. «Chi erano queste persone?»
«Non lo so» ha risposto lei. «Però i nomi mi ricordano qualcosa…»
«Questa era la casa di tua nonna, giusto?» ha chiesto lui. «Forse Anna era una tua bis-bisnonna.»
«Può essere» ha risposto lei, continuando a osservare il biglietto. Poi ha preso la pallina e l’ha messa con cura nella scatoletta. «Beh, quest’anno abbiamo una pallina speciale per l’albero di Natale. Grazie Kira» ha detto e mi ha dato una carezza sulla testa. Ah, meno male! Non è più arrabbiata con me! ho pensato felice.
«Adesso finiamo di sistemare, dobbiamo ancora fare l’albero e addobbare la casa!»  

Übersetzung ins Deutsche

“Also, bereit, den Baum zu schmücken?”
Cody und ich haben vor dem Kamin geschlafen, aber bei diesen Worten sind wir aufgestanden und haben aufgeregt gebellt. Ja, natürlich! Was für Fragen! Wann fangen wir an?
Es war der achte Dezember: der Tag von Mariä Empfängnis, des Schmückens und des Weihnachtsbaums. Wie jedes Jahr war Kumpel da, um uns zu helfen. Kumpel ist mein Lieblingsmensch! Nach Frauchen, natürlich.
Wir gingen auf den Dachboden, um die Dekoration zu holen. Der Dachboden war dunkel und staubig, und es gab viele Kisten. Frauchen öffnete das Fenster, um zu lüften.
Die Weihnachtsdekoration stand in einer Ecke in der Nähe des Fensters. Frauchen und Kumpel hoben sie auf und trugen sie die Treppe hinunter. Ich wollte auch gerade nach unten gehen, als ich ein Geräusch hörte. Ich drehte mich um und sah einen Vogel. Er war durch das Fenster hereingekommen.
Hey, du kannst hier nicht bleiben! bellte ich aufgeregt. Weg, weg!
Ich rannte auf den Vogel zu, aber er flog hin und her und ich konnte ihn nicht einfangen. Ich bin auch hin und her gerannt. Weg, weg! habe ich gebellt.
“Kira!”‘
Es war Frauchen, wütend.
Ich blieb stehen und sah mich um. Viele Kartons waren heruntergefallen und geöffnet, alte Kleidung, Spielzeug und Bücher lagen unordentlich auf dem Boden verstreut.

Inzwischen war der Vogel aus dem Fenster geflogen. Endlich.
“Kira, sieh nur, was du angerichtet hast! Was für ein Chaos!”
Aber da war ein Vogel! bellte ich.
“Komm schon, es ist nichts passiert”, sagte Kumpel und begann aufzuräumen. Frauchen, immer noch wütend, half ihm.
“Schau, wir haben eine Kugel für den Baum vergessen!” sagte Kumpel nach einer Weile und zeigte Frauchen eine Weihnachtskugel. Frauchen
nahm sie und sah sie sich an. Sie war weiß und blau. Darauf war ein Schneemann gemalt. Sie sah sehr alt aus. Sie war wunderschön.
“Ich kenne diese Kugel nicht…” sagte sie nachdenklich.
“Schau mal, sie war hier drin”, Kumpel zeigte ihr eine kleine, alte Schachtel. Darin befand sich eine kleine Karte:

Für Anna
Weihnachten 1900.

Möge der Zauber der Weihnacht immer mit dir sein.
Deine Freundin Amelia

“Hast du das Datum gesehen? 1900! Diese Weihnachtskugel ist über 100 Jahre alt”, sagte Kumpel erstaunt. “Wer waren diese Menschen?”
“Ich weiß es nicht”, antwortete sie. “Die Namen erinnern mich allerdings an etwas…”
“Das war doch das Haus deiner Großmutter, oder?”, fragte er. “Vielleicht war Anna eine Ur-Ur-Großmutter von dir.”
“Vielleicht”, antwortete sie und betrachtete die Karte weiter. Dann nahm sie die Kugel und legte sie vorsichtig in die kleine Schachtel. “Nun, wir haben dieses Jahr eine besondere Kugel für den Weihnachtsbaum. Danke, Kira”, sagte sie und streichelte mir den Kopf. Oh, zum Glück ist sie nicht mehr wütend auf mich! dachte ich erfreut.
“Jetzt lasst uns weiter aufräumen, wir müssen noch den Baum und das Haus schmücken!”

 

Translation in English

“So, ready to decorate the tree?”
Cody and I were sleeping in front of the fireplace, but at those words we got up and started barking agitatedly.
Of course! What questions! When do we start?
It was December 8: the day of the Immaculate Conception, decorations and the Christmas tree. Like every year, there was also Buddy to help us. Buddy is my favorite human! After Mom, of course.
We went to the attic to get the decorations. The attic was dark and dusty and there were many boxes. Mom opened the window to air.
The Christmas decorations were in a corner near the window. Mom and Buddy picked them up and carried them downstairs. I was about to go downstairs, too, when I heard a noise. I turned around and saw a bird. It had come in through the window.
Hey, you can’t stay here! I barked agitatedly. Go, go!
I ran toward the bird, but he was flying here and there and I couldn’t catch him. I was running here and there, too. Away, away! I barked.
“Kira!”
It was Mom, angry.
I stopped and looked around. Many boxes had fallen and opened, old clothes, toys and books were scattered on the floor in disarray.
Meanwhile, the bird had flown out the window. Finally.
“Kira, look what you’ve done! What a mess!”
But there was a bird! I barked.
“Come on, nothing happened,” said Buddy and began to tidy up. Mom, still angry, also started tidying up.
“Look, we forgot a ball for the tree!” Exclaimed Buddy after a while showing Mom a Christmas ball.
Mom took it and looked at it. It was white and blue. A snowman was painted on it. It looked very old. It was gorgeous.
“I don’t know this little ball,” she said thoughtfully.
“Look, it was in here” Buddy showed her a small, old box. Inside was a little card:

Christmas 1900

For Anna

May the magic of Christmas always be with you.

Your friend Amelia

“Did you see the date? 1900! This Christmas ball is over 100 years old!” said Buddy in amazement. “Who were these people?”
“I don’t know,” she replied. “The names remind me of something, though…”
“This was your grandmother’s house, right?” he asked. “Maybe Anna was a great-great-grandmother of yours.”
“Maybe,” she replied, continuing to look at the card. Then she took the ball and carefully placed it in the little box. “Well, this year we have a special ball for the Christmas tree. Thank you Kira,” she said and patted me on the head. Ah, thank goodness! She’s not mad at me anymore! I thought happily.
“Now let’s finish setting up, we still have to make the tree and decorate the house!”

CAPITOLO 2

Dopo aver sistemato la soffitta, Padroncina e Amicone hanno iniziato ad addobbare l’albero con palline, ghirlande e luci. In cima all’albero hanno messo il puntale e alla fine Padroncina ha preso la scatoletta con la pallina che abbiamo trovato in soffitta. L’ha tirata fuori con cura e l’ha appesa a un ramo. Infine, ha acceso l’albero.
«Anche quest’anno è venuto proprio bene» ha commentato Amicone soddisfatto.
«Anche meglio, grazie a Kira!» ha detto Padroncina.
Cody è andato alla finestra e ha abbaiato. 
«Ha pure iniziato a nevicare. Il Natale può arrivare!» ha detto Amicone, andando anche lui alla finestra.
Io mi sono avvicinata alla pallina per osservarla meglio. Sembrava dipinta a mano. Il pupazzo di neve aveva una faccia simpatica, bianca e tonda, due occhi neri, un naso arancione e un bel sorriso di bottoni. Intorno a lui c’era il cielo blu scuro, le stelle e la neve.
Un piccolo gioiello sull’albero di Natale. Ho abbaiato e scodinzolato felice. Poi mi sono girata per andare alla finestra e guardare la neve con gli altri.
«Kira, attenta!» ha esclamato Padroncina. Troppo tardi. La mia coda ha toccato la pallina, che è caduta e… CRASH! Si è rotta in mille pezzi.
Mi sono girata e ho osservato il danno. Oh no!
«Ah Kira, sei un vero disastro» ha detto Padroncina, sospirando e sorridendo insieme.
Amicone ha raccolto i cocci con scopa e paletta ed è andato a buttarli nella spazzatura fuori in giardino. Una pallina così antica andata in pezzi così velocemente. Che peccato!

Ha continuato a nevicare tutto il giorno, la sera Padroncina ha acceso il camino e tutti insieme abbiamo guardato un film di Natale. Io però ero molto triste. Ero molto dispiaciuta di aver rotto la pallina. Con quel pensiero, mi sono addormentata.

Il giorno dopo era tutto bianco. Io e Cody siamo corsi in giardino. La neve era fredda e soffice ed era divertente correre e giocare! Padroncina e Amicone hanno fatto un pupazzo di neve, poi hanno spalato il vialetto. Dopo un po’ sono entrati in casa perché avevano freddo. Io e Cody invece siamo rimasti ancora un po’ in giardino a goderci la neve. Mentre osservavo il pupazzo di neve, ho notato quella bella carota che aveva come naso. A me piacevano molto le carote…
Ho fatto un salto e… l’ho presa. Soddisfatta, ho iniziato a mangiarla.
«Ma davvero ti piace quella cosa arancione?» mi ha chiesto Cody.
«Certo, è buonissima! Ne vuoi un po’?» gli ho chiesto, ma conoscevo già la risposta.
«No, grazie.» ha risposto lui.
«Io sì! Anzi, rivoglio tutto il mio naso!» ha detto una voce.
Io e Cody ci siamo girati spaventati. Il pupazzo di neve senza naso ci guardava arrabbiato.

Übersetzung ins Deutsche

Nachdem sie den Dachboden aufgeräumt hatten, begannen Frauchen und Kumpel den Baum mit Kugeln, Girlanden und Lichtern zu schmücken. Oben steckten sie die Spitze und schließlich nahm Frauchen die kleine Schachtel mit der Kugel, die wir auf dem Dachboden gefunden hatten. Sie nahm sie vorsichtig heraus und hängte sie an einen Ast. Schließlich machten sie den Baum an.
“Es ist dieses Jahr wieder sehr gut geworden”, stellte Kumpel zufrieden fest.
“Noch besser, dank Kira!”, sagte Frauchen.
Cody ging zum Fenster und bellte.
“Es hat sogar angefangen zu schneien. Weihnachten kann kommen”, sagte Kumpel und ging ebenfalls zum Fenster.
Ich ging zur Kugel hinüber, um sie besser sehen zu können. Sie sah handbemalt aus. Der Schneemann hatte ein hübsches Gesicht, weiß und rund, zwei schwarze Augen, eine orangefarbene Nase und ein hübsches Knopflächeln. Um ihn herum war der dunkelblaue Himmel, Sterne und Schnee.
Ein kleines Schmuckstück für den Weihnachtsbaum. Ich bellte und wedelte fröhlich mit dem Schwanz. Dann drehte ich mich um, um zum Fenster zu gehen und mit den anderen den Schnee zu beobachten.
“Kira, pass auf!”, rief Frauchen. Zu spät. Mein Schwanz berührte die Kugel, die fiel und… KLIRR! Sie zerbrach in tausend Stücke.
Ich drehte mich um und betrachtete den Schaden. Oh nein!
“Ah, Kira, du bist eine kleine Katastrophe”, sagte Frauchen und seufzte und lächelte zugleich.
Kumpel hob die Scherben mit Besen und Kehrschaufel auf und warf sie draußen im Garten in den Müll. So eine alte Kugel, so schnell kaputt. Wie schade!

Es schneite den ganzen Tag weiter, am Abend machte Frauchen den Kamin an und wir schauten alle zusammen einen Weihnachtsfilm. Ich war aber sehr traurig. Es tat mir sehr leid, dass ich die Kugel zerbrochen hatte. Mit diesem Gedanken schlief ich ein.

Am nächsten Tag war alles weiß. Cody und ich rannten in den Garten. Der Schnee war kalt und weich und es machte Spaß, zu rennen und zu spielen! Frauchen und Kumpel bauten einen Schneemann und machten die Einfahrt frei vom Schnee. Nach einer Weile gingen sie ins Haus, weil ihnen kalt war. Cody und ich hingegen blieben noch eine Weile im Garten, um den Schnee zu genießen. Als ich mir den Schneemann ansah, bemerkte ich die schöne Karotte, die er als Nase hatte. Ich mochte Karotten sehr…
Ich bin gesprungen und… habe sie genommen. Zufrieden begann ich sie zu essen.
“Magst du dieses orangefarbene Ding wirklich?”, fragte Cody.
“Sicher, sie ist köstlich! Willst du ein bisschen?”, fragte ich ihn, aber ich kannte die Antwort schon.
“Nein, danke”, antwortete er.
“Ich schon! Oder besser, Ich will meine ganze Nase zurück!”, sagte eine Stimme.
Cody und ich drehten uns erschrocken um. Der nasenlose Schneemann schaute uns wütend an.

 

Translation in English

After setting up the attic, Mom and Buddy started decorating the tree with balls, garlands and lights. At the top of the tree they put the finial and finally Mom took the box with the ball we found in the attic. She carefully took it out and hung it on a branch. Finally, she lit the tree.
“It came out really well again this year,” commented Amicone with satisfaction.
“Even better, thanks to Kira!” said Mom.
Cody went to the window and barked.
“It has even started snowing. Christmas can come!” said Buddy, also going to the window.
I walked over to the ball to get a better look at it. It looked hand-painted. The snowman had a nice, white, round face, two black eyes, an orange nose, and a nice button smile. Around him was the dark blue sky, stars and snow.
A little jewel on the Christmas tree. I barked and wagged my tail happily. Then I turned to go to the window and watch the snow with the others.
“Kira, look out!” exclaimed Mom. Too late. My tail touched the ball, which fell and – CRASH! It broke into a thousand pieces.
I turned around and observed the damage. Oh no!
“Ah Kira, you are such a mess,” said Mom, sighing and smiling together.
Buddy picked up the shards with broom and dustpan and went to throw them in the trash outside in the garden. Such an ancient ball, so quickly broke. What a shame!

It continued to snow all day, in the evening Mom lit the fireplace and we all watched a Christmas movie together. I, however, was very sad. I was very sorry that I had broken the ball. With that thought, I fell asleep.

The next day everything was white. Cody and I ran to the backyard. The snow was cold and fluffy and it was fun to run and play! Mom and Buddy made a snowman, then shoveled the driveway. After a while they went inside the house because they were cold. Cody and I, on the other hand, stayed in the backyard for a while longer to enjoy the snow. As I looked at the snowman, I noticed that beautiful carrot he had as his nose. I really liked carrots….
I jumped and… I took it. Satisfied, I started eating it.
“But do you really like that orange thing?” asked Cody.
“Sure, it’s really good! Do you want some?” I asked him, but I already knew the answer.
“No, thank you,” he replied.
“I do! In fact, I want my whole nose back!” said a voice.
Cody and I turned around startled. The nose-less snowman looked at us angrily.

CAPITOLO 3

Un pupazzo di neve parlante? Ero davvero stupita. Gli anni passati i pupazzi di neve non avevano mai parlato. Stavano lì in giardino, non facevano niente, e dopo un po’ di tempo si scioglievano. Questo invece era diverso dagli altri. Muoveva le braccia, gli occhi e addirittura parlava. Ed era anche un po’ arrabbiato.
«Oh, scusa! Ecco la tua carota.»
Lui l’ha presa e l’ha rimessa al suo posto. Mancava un pezzo.
Io e Cody lo abbiamo osservato in silenzio. Dopo un po’ lui ha iniziato a sospirare. Non sembrava più arrabbiato. Sembrava triste.
«Che succede? Possiamo aiutarti?» gli ha chiesto Cody.
«Ah. Non lo so, mi sento strano. Mi manca qualcosa» ha detto lui.
Mi sono sentita subito in colpa. Sicuramente gli mancava il pezzo di naso.
«Mi dispiace molto. Vado subito a prenderti un altro naso!»
Sono corsa in cucina, ho aperto il frigo e ho cercato una carota, ma non ce n’era neanche una. Così ho preso una zucchina e sono tornata dal pupazzo di neve.
«Mi dispiace, le carote sono finite. Ti va bene una zucchina?»
Lui l’ha presa e l’ha messa al posto della carota. Era molto buffo con una zucchina come naso.
«Grazie mille» ha risposto lui. «È un bel naso. Ma non è questo che mi mancava. Mi manca qualcos’altro.»
Io e Cody lo abbiamo guardato bene.
«Un berretto! Ecco cosa ti manca. Tutti i pupazzi di neve hanno un berretto» ha detto Cody ed è corso in casa per prendere un berretto. Dopo pochi minuti è tornato con un berretto di Padroncina, rosso, di lana e con un pompon.
«Grazie» ha detto lui. «È un bel berretto. Ma non è questo che mi mancava. Mi manca qualcos’altro.»
«Allora ti manca una sciarpa!» ho esclamato io. Gli ho portato una delle sciarpe di Padroncina.
«Grazie» ha detto lui. «È una bella sciarpa. Ma non è questo che mi mancava. Mi manca qualcos’altro.»
«Forse ti manca una scopa!» ha detto Cody. Gli ha messo in mano una bella scopa, ma non era neanche quello. Che cosa poteva mancargli?
Era ormai diventato buio e il pupazzo di neve continuava a sospirare.
«Kira, Cody, venite dentro!» ci ha chiamato Padroncina.
«Andate pure, non preoccupatevi per me.»
«Domani troveremo quello che ti manca» gli ho detto. «Te lo prometto!»
E così io e Cody siamo rientrati in casa lasciando il pupazzo di neve fuori, triste e solo.

Übersetzung ins Deutsche

Ein sprechender Schneemann? Ich war wirklich überrascht. In den vergangenen Jahren hatten die Schneemänner nie gesprochen. Sie standen einfach im Garten, taten nichts und schmolzen nach einer Weile dahin. Dieser war jedoch anders als die anderen. Er bewegte seine Arme, seine Augen und sprach sogar. Und er war auch ein bisschen wütend.
“Oh, Entschuldigung! Hier ist deine Karotte.”
Er nahm sie und legte sie an ihren Platz zurück. Es fehlte ein Stück.
Cody und ich beobachteten ihn schweigend. Nach einer Weile begann er zu seufzen. Er sah nicht mehr wütend aus. Er sah traurig aus.
“Was ist los? Können wir dir helfen?”, fragte Cody.
“Ah. Ich weiß nicht, ich fühle mich seltsam. Ich vermisse etwas”, sagte er.
Ich hatte sofort ein schlechtes Gewissen. Sicherlich fehlte ihm das Nasenstück.
“Es tut mir wirklich leid. Ich werde dir sofort eine neue Nase holen!”
Ich lief in die Küche, öffnete den Kühlschrank und suchte nach einer Karotte, aber es war keine da. Also schnappte ich mir eine Zucchini und ging zurück zum Schneemann.
“Tut mir leid, die Karotten sind alle. Ist eine Zucchini ok?”
Er nahm sie und legte sie an die Stelle der Karotte. Er sah sehr lustig aus mit einer Zucchini als Nase.
“Vielen Dank”, antwortete er. “Das ist eine schöne Nase. Aber das war es nicht, was ich vermisst habe. Ich vermisse etwas anderes.”
Cody und ich haben ihn uns genau angesehen.
“Eine Mütze! Das ist es, was du vermisst. Alle Schneemänner haben eine Mütze”, sagte Cody und lief ins Haus, um eine Mütze zu holen. Nach ein paar Minuten kam er mit einer Mütze von Frauchen zurück, rot, aus Wolle und mit einem Bommel.
“Danke”, sagte er. “Das ist eine schöne Mütze. Aber das ist nicht das, was ich vermisst habe. Ich vermisse etwas anderes.”
“Dann fehlt dir ein Schal!”, rief ich aus. Ich brachte ihm einen der Schals von Frauchen.
“Danke”, sagte er. “Das ist ein schöner Schal. Aber das ist nicht das, was ich vermisst habe. Ich vermisse etwas anderes.”
“Vielleicht fehlt dir ein Besen!”, sagte Cody. Er drückte ihm einen schönen Besen in die Hand, aber es war nicht einmal das. Was könnte er vermissen?
Es wurde nun dunkel und der Schneemann seufzte immer noch.
“Kira, Cody, kommt rein!”, rief Frauchen uns zu.
“Geh nur, macht euch keine Sorgen um mich.”
“Morgen werden wir herausfinden, was dir fehlt”, sagte ich ihm. “Ich verspreche es!”
Und so gingen Cody und ich zurück ins Haus und ließen der Schneemann draußen, traurig und allein.

 

Translation in English

A talking snowman? I was really amazed. The past years the snowmen had never talked. They just stood there in the garden, did nothing, and after a while they would melt away. This one, however, was different from the others. He moved his arms, his eyes, and even talked. And he was also a little angry.
“Oh, sorry! Here’s your carrot.”
He picked it up and put it back in its place. A piece was missing.
Cody and I watched him in silence. After a while he began to sigh. He didn’t look angry anymore. He looked sad.
“What’s going on? Can we help you?” asked Cody.
“Ah. I don’t know, I feel strange. I’m missing something,” he said.
I immediately felt guilty. Surely he was missing the nose piece.
“I’m really sorry. I’ll go get you another nose right away!”
I ran to the kitchen, opened the refrigerator and looked for a carrot, but there was none. So I got a zucchini and went back to the snowman.
“I’m sorry, the carrots are out. Would you like a zucchini?”
He took it and put it in place of the carrot. He looked very funny with a zucchini for a nose.
“Thank you very much,” he replied. “It’s a nice nose. But that’s not what I missed. I miss something else.”
Cody and I took a good look at him.
“A cap! That’s what you’re missing. All snowmen have a cap,” Cody said and ran into the house to get a cap. After a few minutes he came back with a Mom cap, red, woolen and with a pompom.
“Thank you,” he said. “It’s a nice cap. But that’s not what I’ve been missing. I’m missing something else.”
“Then you are missing a scarf!” I exclaimed. I brought him one of Mom’ scarves.
“Thank you,” he said. “It’s a nice scarf. But that’s not what I’ve been missing. I miss something else.”
“Maybe you’re missing a broom!” said Cody. She put a nice broom in his hand, but that wasn’t it either. What could he be missing?
It had now grown dark, and the snowman kept sighing.
“Kira, Cody, come inside!” called Mom to us.
“Go ahead, don’t worry about me.”
“Tomorrow we’ll find what you’re missing,” I told him. “I promise!”
And so Cody and I went back into the house, leaving the snowman outside, sad and alone.

CAPITOLO 4

Fare felice il pupazzo di neve non era per niente facile. Io e Cody avevamo provato di tutto, ma senza successo. Gli avevamo portato guanti, coperte, cuscini, giocattoli, biscotti, gelati e ghiaccioli, ma niente.
Era la vigilia di Natale e ancora non eravamo riusciti ad aiutarlo. Osservavo il povero pupazzo di neve dalla finestra, là fuori, al buio, solo e triste.
Il giorno prima aveva di nuovo nevicato e a Cody era venuta l’idea che forse gli mancava un amico, così avevamo fatto un altro pupazzo di neve. Ma no, non era neanche quello. Il nuovo pupazzo di neve stava silenzioso e immobile di fianco al primo, che continuava a sospirare.
Padroncina era già andata dormire, ma io non riuscivo ad addormentarmi.
Alla fine ho chiamato Cody e siamo usciti in giardino.
«Buona sera amici, cosa fate ancora svegli? Andate dentro al caldo…»
«Vogliamo fare un altro tentativo. Forse hai bisogno di fare una passeggiata. Le passeggiate sono la cosa più bella del mondo!»
Cody è andato a prendere la slitta e io ho aiutato il pupazzo di neve a salire. C’era ancora molta neve in giardino, così per Cody era facile trainare la slitta.
«Allora? Ti piace?» gli ho chiesto.
«È bello» ha risposto lui sospirando, «ma…» e poi si è bloccato. Anche Cody si è fermato. Il pupazzo di neve guardava a bocca aperta la finestra del nostro salotto, dove si trovava il camino e l’albero di Natale.
«Ecco cosa mi manca!» ha esclamato indicando la finestra con il dito.
«Che cosa?»
«L’albero di Natale.»
«L’albero di Natale? Ma sei sicuro? Non possiamo portarlo fuori, è troppo grande e pesante.»
«Allora portatemi dentro.»
«Ma dentro fa caldo, c’è anche il camino acceso, ti scioglierai!»
«Non mi importa. È lì che devo stare, lo sento. È quello che mi manca. È quello che ho cercato per tutto questo tempo.»
Il pupazzo di neve sembrava molto convinto. Cody allora ha trainato la slitta in casa, fermandosi proprio davanti all’albero di Natale.
Per la prima volta, il pupazzo di neve ha sorriso.
«Grazie amici, adesso mi sento finalmente completo. Sono nel posto giusto. È il regalo più bello che potevate farmi. Grazie di cuore.»
E così siamo rimasti per tutta la notte accanto all’albero di Natale. E mentre il pupazzo di neve raccontava meravigliose storie di tempi passati, io ho chiuso gli occhi e mi sono addormentata, felice di aver finalmente esaudito il suo desiderio.

Übersetzung ins Deutsche

Den Schneemann glücklich zu machen, war keineswegs einfach. Cody und ich hatten alles versucht, aber ohne Erfolg. Wir hatten ihm Handschuhe, Decken, Kissen, Spielzeug, Kekse, Eis und Eis am Stiel mitgebracht, aber nichts.
Es war Heiligabend und wir hatten es immer noch nicht geschafft, ihm zu helfen. Ich beobachtete den armen Schneemann durch das Fenster, draußen in der Dunkelheit, allein und traurig.
Am Tag zuvor hatte es wieder geschneit, und Cody war auf die Idee gekommen, dass er vielleicht einen Freund vermisste, also hatten wir einen weiteren Schneemann gebaut. Aber nein, das war es auch nicht. Der neue Schneemann stand still und unbeweglich neben dem ersten, der immer wieder seufzte.
Frauchen war schon schlafen gegangen, aber ich konnte nicht einschlafen.
Schließlich rief ich Cody und wir gingen in den Garten.
“Guten Abend Freunde, warum seid ihr noch wach? Geht rein in die Wärme…”
“Wir wollen es noch einmal versuchen. Vielleicht musst du spazieren gehen. Spaziergänge sind die schönste Sache der Welt!”
Cody holte den Schlitten und ich half dem Schneemann hoch. Im Garten lag noch reichlich Schnee, so dass es für Cody ein Leichtes war, den Schlitten zu ziehen.
“Und? Gefällt er dir?”, fragte ich ihn.
“Es ist schön”, antwortete er mit einem Seufzer, “aber…” und dann erstarrte er. Auch Cody blieb stehen. Der Schneemann starrte mit offenem Mund auf das Fenster unseres Wohnzimmers, wo der Kamin und der Weihnachtsbaum standen.
“Das vermisse ich!”, rief er und zeigte mit dem Finger auf das Fenster.
“Was?”
“Der Weihnachtsbaum”.
“Der Weihnachtsbaum? Bist du dir denn sicher? Wir können ihn nicht mit nach draußen nehmen, er ist zu groß und zu schwer.”
“Dann bring mich rein.”
“Aber drinnen ist es warm, der Kamin ist sogar an, du wirst schmelzen!”
“Das ist mir egal. Das ist der Ort, an dem ich sein muss, ich kann es fühlen. Das ist es, was ich vermisse. Das ist es, wonach ich die ganze Zeit gesucht habe.”
Der Schneemann schien sehr überzeugt zu sein. Also zog Cody den Schlitten ins Haus und hielt direkt vor dem Weihnachtsbaum an.
Zum ersten Mal lächelte der Schneemann.
“Danke, Freunde, jetzt fühle ich mich endlich vollständig. Ich bin am richtigen Ort. Es ist das schönste Geschenk, das ihr mir machen konntet. Ich danke euch aus tiefstem Herzen.”
Und so blieben wir die ganze Nacht beim Weihnachtsbaum. Und während der Schneemann wunderbare Geschichten aus vergangenen Zeiten erzählte, schloss ich meine Augen und schlief ein, glücklich darüber, dass sein Wunsch endlich in Erfüllung gegangen war.

 

Translation in English

Making the snowman happy was not at all easy. Cody and I had tried everything, but to no avail. We had brought him mittens, blankets, pillows, toys, cookies, ice cream and popsicles, but nothing.
It was Christmas Eve and we still had not been able to help him. I watched the poor snowman from the window, out there in the dark, alone and sad.
It had snowed again the day before, and Cody had gotten the idea that maybe he was missing a friend, so we had made another snowman. But no, that wasn’t it either. The new snowman stood silent and still beside the first one, which kept sighing.
Mom had already gone to sleep, but I couldn’t fall asleep.
Finally I called Cody and we went out into the garden.
“Good evening friends, what are you still doing awake? Go inside to the warm…”
“We want to give it another try. Maybe you need to take a walk. Walks are the greatest thing in the world!”
Cody went to get the sled, and I helped the snowman up. There was still plenty of snow in the yard, so it was easy for Cody to pull the sled.
“Well? Do you like it?” I asked him.
“It’s nice,” he replied with a sigh, “but…” and then he froze. Cody also stopped. The snowman stared open-mouthed at the window of our living room, where the fireplace and Christmas tree stood.
“That’s what I miss!” he exclaimed, pointing at the window with his finger.
“What?”
“The Christmas tree.”
“The Christmas tree? But are you sure? We can’t take it outside, it’s too big and heavy.”
“Then take me inside.”
“But it’s warm inside, there’s even a fireplace burning, you’ll melt!”
“I don’t care. That’s where I need to be, I can feel it. It’s what I miss. It’s what I’ve been looking for all this time.”
The snowman looked very convinced. Cody then pulled the sleigh into the house, stopping right in front of the Christmas tree.
For the first time, the snowman smiled.
“Thank you friends, now I finally feel complete. I am in the right place. It is the most beautiful gift you could have given me. Thank you from the bottom of my heart.”
And so we stayed the whole night by the Christmas tree. And as the snowman told wonderful stories of times past, I closed my eyes and fell asleep, happy to have finally gotten his wish.

CAPITOLO 5

Cody

Ho sentito un rumore e mi sono svegliato. Era notte. Kira dormiva ancora. Mi sono alzato e mi sono guardato in giro.
L’albero di Natale era ancora acceso. Ma lì davanti, il pupazzo di neve non c’era più. Al suo posto c’era una grande pozza d’acqua. Si era sciolto.
Prevedibile, ho pensato. Kira sarà molto triste.
Ma poi qualcosa ha attirato la mia attenzione. In mezzo alla pozza d’acqua c’era un pezzo di vetro colorato. Mi sono avvicinato per vedere meglio. Era un pezzo della pallina di Natale che avevamo trovato in soffitta e Kira aveva rotto.
Ecco perché il pupazzo di neve desiderava così tanto stare vicino all’albero di Natale: aveva un pezzo di pallina nel cuore.
Probabilmente quando Amicone aveva buttato via la pallina rotta, un pezzo era caduto in giardino.
Mi sono rimesso a letto.
Sapevo che quella pallina era magica. L’avevo capito subito quando avevo visto quella lettera in soffitta. Anna e Amelia. Kira non conosceva quei nomi, ma io sì. Una volta Kira aveva trovato un costume magico e si era trasformata in un gatto. Il costume era un regalo di Amelia. Chissà chi era, una strega? E chissà se c’erano altri oggetti magici in soffitta? Ma per quel Natale, un pupazzo di neve parlante era più che sufficiente.
Con un sorriso, mi sono addormentato.

Übersetzung ins Deutsche

Ich hörte ein Geräusch und wachte auf. Es war Nacht. Kira schlief noch. Ich stand auf und sah mich um.
Der Weihnachtsbaum war noch beleuchtet. Aber da vorne war der Schneemann nicht mehr da. An seiner Stelle befand sich eine Wasserpfütze. Er war weggeschmolzen.
Vorhersehbar, dachte ich. Kira wird sehr traurig sein.
Doch dann erregte etwas meine Aufmerksamkeit. In der Mitte der Wasserpfütze befand sich ein Stück buntem Glas. Ich ging näher heran, um einen besseren Blick zu erhaschen. Es war ein Stück von der Weihnachtskugel, die wir auf dem Dachboden gefunden hatten und die Kira zerbrochen hatte.
Deshalb wollte der Schneemann unbedingt in der Nähe des Weihnachtsbaumes sein: Er trug ein Stück Kugel in seinem Herzen.
Als Kumpel die zerbrochene Kugel weggeworfen hatte, war wahrscheinlich ein Stück in den Garten gefallen.
Ich ging zurück ins Bett.
Ich wusste, dass die Kugel magisch war. Ich wusste es sofort, als ich den Brief auf dem Dachboden sah. Anna und Amelia. Kira kannte diese Namen nicht, aber ich schon. Kira hatte einmal ein magisches Kostüm gefunden und sich in eine Katze verwandelt. Das Kostüm war ein Geschenk von Amelia. Wer war sie, eine Hexe? Ob es auf dem Dachboden noch andere magische Gegenstände gab? 
Aber für dieses Weihnachten war ein sprechender Schneemann mehr als genug.
Mit einem Lächeln schlief ich ein.

 

Translation in English

I heard a noise and woke up. It was nighttime. Kira was still asleep. I got up and looked around.
The Christmas tree was still lit. But there in front, the snowman was gone. In its place was a large pool of water. It had melted away.
Predictable, I thought. Kira will be very sad.
But then something caught my attention. In the middle of the puddle of water was a piece of colorful glass. I moved closer to get a better look. It was a piece of the Christmas ball we had found in the attic and Kira had broken.
That was why the snowman wanted to be near the Christmas tree so badly: he had a piece of the ball in his heart.
Probably when Buddy had thrown away the broken ball, a piece had fallen into the garden.
I went back to bed.
I knew that ball was magic. I had known it right away when I had seen that letter in the attic. Anna and Amelia. Kira didn’t know those names, but I did. Kira had once found a magic costume and turned into a cat. The costume was a gift from Amelia. Who was was, a witch? There were other magical items in that attic? But for that Christmas, a talking snowman was more than enough.
With a smile, I fell asleep.

EPILOGO

Quando la mattina mi sono svegliata, il pupazzo di neve non c’era più. Davanti all’albero di Natale c’era solo una grande pozza d’acqua. Ero molto triste. Ma poi ho visto…
«Cody! Cody, svegliati!» ho abbaiato agitata.
Lui ha aperto gli occhi e si è alzato.
«Guarda!» gli ho detto indicando la pozza d’acqua.
Lì al centro c’era… una pallina di Natale. Una meravigliosa pallina bianca e azzurra con dipinto un pupazzo di neve.
«Hai visto? È la pallina che abbiamo trovato in soffitta e che ho rotto con la coda!»
Cody si è avvicinato incuriosito e l’ha osservata bene. Poi ha sorriso.
«È diversa. Hai visto il naso?»
Mi sono avvicinata per guardarla meglio. «Ma ha una zucchina come naso! Com’è possibile?»
«Magia di Natale» ha risposto lui sorridendo.
«Che bello, il pupazzo di neve si è trasformato in una pallina! Adesso può stare ogni anno con noi sull’albero di Natale!»
«Il pupazzo di neve si è trasformato in una pallina, o la pallina si è trasformata in un pupazzo di neve?» ha chiesto Cody enigmatico.
Non ho avuto tempo di riflettere su quella domanda: Padroncina e Amiconi si erano svegliati.
Anche loro sono rimasti stupiti di trovare la pallina in mezzo a una pozza d’acqua. L’hanno appesa all’albero, poi hanno fatto colazione e scartato i regali.
Per pranzo sono arrivati i genitori, i nonni, gli zii e il fratello di Padroncina con la sua fidanzata. Tutti si sono fatti gli auguri, hanno brindato e si sono seduti a tavola. C’era una bella atmosfera di festa. Mentre gli altri pranzavano e Cody era sdraiato sotto il tavolo, io mi sono avvicinata all’albero di Natale. La pallina brillava più di tutte le altre. Il pupazzo di neve con il naso a zucchina sorrideva allegro. Anch’io ero felice di essere riuscita ad aiutarlo.
E mentre lo guardavo, mi ha fatto l’occhiolino.
Me lo sono immaginato? Chissà. Dopotutto è una pallina di Natale magica!
Buon Natale anche a te, caro pupazzo di neve!

Übersetzung ins Deutsche

Als ich am Morgen aufwachte, war der Schneemann weg. Vor dem Weihnachtsbaum befand sich nur eine große Wasserpfütze. Ich war sehr traurig. Aber dann sah ich…
“Cody! Cody, wach auf!”, bellte ich aufgeregt.
Er öffnete seine Augen und stand auf.
“Schau!”, sagte ich und zeigte auf die Wasserpfütze.
In der Mitte befand sich… eine Weihnachtskugel. Eine wunderschöne blau-weiße Kugel mit einem aufgemalten Schneemann.
“Hast du das gesehen? Es ist die Kugel, die wir auf dem Dachboden gefunden haben und den ich mit meinem Schwanz zerbrochen habe!”
Cody näherte sich neugierig und schaute sie sich genau an. Dann lächelte er.
“Sie ist anders. Hast du die Nase gesehen?”
Ich ging näher heran, um sie besser sehen zu können. “Sie hat eine Zucchini als Nase! Wie ist das möglich?”
“Weihnachtszauber”, antwortete er und lächelte.
“Wie schön, der Schneemann hat sich in eine Kugel verwandelt! Jetzt kann er jedes Jahr mit uns auf dem Weihnachtsbaum sein!”
“Hat sich der Schneemann in eine Kugel oder die Kugel in einen Schneemann verwandelt?”, fragte Cody rätselhaft.
Ich hatte keine Zeit, über diese Frage nachzudenken: Frauchen und Kumpel waren aufgewacht.
Auch sie waren erstaunt, als sie die Kugel mitten in einer Wasserpfütze fanden. Sie hängten sie an den Baum, frühstückten dann und packten die Geschenke aus.
Zum Mittagessen kamen die Eltern, Großeltern, Onkel und Tanten und der Bruder von Frauchen mit seiner Freundin. Alle wünschten sich gegenseitig frohe Weihnachten, stießen aufeinander an und setzten sich zum Essen. Es herrschte eine schöne festliche Atmosphäre. Während die anderen zu Mittag aßen und Cody unter dem Tisch lag, näherte ich mich dem Weihnachtsbaum. Die Kugel leuchtete heller als alle anderen. Der Schneemann mit der Zucchininase lächelte fröhlich. Auch ich war glücklich, dass ich ihm helfen konnte.
Und als ich ihn ansah, zwinkerte er mir zu.
Habe ich mir das eingebildet? Wer weiß. Er ist ja schließlich eine magische Weihnachtskugel!
Frohe Weihnachten auch für dich, lieber Schneemann!

 

Translation in English

When I woke up in the morning, the snowman was gone. In front of the Christmas tree there was only a big puddle of water. I was very sad. But then I saw.
“Cody! Cody, wake up!” I barked agitatedly.
He opened his eyes and stood up.
“Look!” I told him, pointing to the pool of water.
There in the center was … a Christmas ball. A wonderful blue and white ball with a snowman painted on it.
“Did you see that? That’s the ball we found in the attic that I broke with my tail!”
Cody approached in curiosity, and I got a good look at it. Then he smiled.
“It’s different. Did you see the nose?”
I moved closer to get a better look at it. “But it has a zucchini for a nose! How is that possible?”
“Christmas magic,” he replied, smiling.
“How nice, the snowman turned into a ball! Now he can be with us every year on the Christmas tree!”
“Did the snowman turn into a ball, or did the ball turn into a snowman?” asked Cody enigmatically.
I had no time to ponder that question; Mom and Buddy had woken up.
They, too, were amazed to find the little ball in the middle of a pool of water. They hung it on the tree, then had breakfast and unwrapped the presents.
For lunch, parents, grandparents, uncles and aunts, and Mom’s brother with his girlfriend arrived. Everyone wished each other well, toasted each other, and sat down at the table. There was a nice festive atmosphere. While the others were having lunch and Cody was lounging under the table, I walked over to the Christmas tree. The ball shone brighter than all the others. The snowman with the zucchini nose was smiling cheerfully. I, too, was happy that I was able to help him.
And as I looked at him, he winked at me.
Was I imagining it? Who knows. It is a magical Christmas ball after all!
Merry Christmas to you too, dear snowman!

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